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Partirà il 21 settembre prossimo, in occasione delle celebrazioni per il venticinquesimo anniversario del delitto, una sottoscrizione per chiedere la realizzazione di un’opera che ricordi il magistrato Rosario Livatino sulla nuova Ss 640. Continua a riscuotere adesioni la proposta di realizzazione dell'”Arco di Livatino” lanciata nei giorni scorsi su Facebook del direttore dell’Inail di Agrigento, Salvatore Cimino, che ha criticato il fatto che la nuova “super strada” Agrigento-Caltanissetta “oscura” la memoria del “giudice ragazzino”. Il nuovo tracciato nega di fatto l’accesso alla piazzola di sosta nel luogo in cui fu ucciso Livatino dove due anni fa, a spese dei genitori, fu sistemata una lapide commemorativa in ricordo del magistrato “martire della giustizia e della fede”. Stele che verrà spostata dall’Anas per i prossimi lavori ma che ancora non si sa dove verrà riposizionata.

Dopo le prime adesioni di Cgil e Legambiente, anche altre organizzazioni stanno aderendo all’appello. “La Cisl è pronta a sottoscrivere”, fa sapere il segretario provinciale Maurizio Saia. “In qualità di presidente regionale degli operatori sanitari – scrive Marco Cavallaro – do la mia disponibilità poiché la legalità e in ogni lavoro che si fa e in quanto cittadino della provincia di Agrigento non posso che sostenere questa iniziativa”. Anche don Giuseppe Livatino è pronto a sostenere la proposta e ne parlerà nei prossimi giorni con il cardinale Francesco Montenegro, che nel 2011 avviò la causa di canonizzazione del magistrato di Canicattì ucciso a colpi di pistola il 21 settembre del 1990 mentre si stava recando al lavoro con la sua auto e senza scorta. “E’ indispensabile – ha detto don Giuseppe Livatino, postulatore della causa di canonizzazione – che la nuova strada non occulti il luogo della memoria del giudice Livatino, una stele nel luogo in cui fu ucciso è il minimo che si possa fare per ricordare il suo sacrificio alle giovani generazioni”.

“Benissimo, proposte di questo tipo – scrive su Facebook Massimo Raso – vanno condivise da un vasto arco di forze. Chiedo sin d’ora a quanti condividono l’idea di sostenerla pubblicamente”. “Dovrà essere così, in ricordo di Rosario e ad onore di tutti i siciliani onesti! Facciamo un documento condiviso in forma di appello ed in qualità di promotori – ha scritto Claudia Casa, presidente del circolo Rabat di Legambiente Agrigento – chiediamo sostegno e adesione a tutti quelli che riteniamo opportuno coinvolgere. Dovremmo coinvolgere – ha aggiunto – giovani imprenditori come i fratelli La Rocca di Ecoface, che stanno puntando forte su legalità e sostenibilità in un settore molto delicato qual è quello dei rifiuti. Tirare dentro Andrea Messina di Libero Futuro, i presidi di Libera attivi sul territorio provinciale, le cooperative che gestiscono beni confiscati alla mafia e l’Arci”.