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La nuova amministrazione comunale di Agrigento ha da subito esplicitato (lo ha fatto nelle riunioni dei comuni che sostenevano l’approvazione del ddl per la ripubblicizzazione nonché all’Ars in occasione della discussione e approvazione della LR 19/2015) il proprio sostegno al percorso di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato che, partito nel 2008 sulla spinta delle amministrazioni comunali che non avevano consegnato le proprie reti, ha trovato un momento di amplissima verifica di consenso sociale nella consultazione referendaria del giugno del 2011. Consultazione nella quale i siciliani si sono espressi a larghissima maggioranza in favore di questa scelta.
Questo percorso è formalmente indiziato con l’approvazione della LR 19/2015 che comporterà anche per le amministrazioni che a suo tempo avevano consegnato le reti, come quella di Agrigento, la partecipazione ad un percorso di riorganizzazione del sistema idrico integrato.
“Auspichiamo – afferma Lillo Firetto – che, verificata la nuova individuazione degli ambiti ottimali che il governo regionale dovrebbe definire, tale percorso punti alla creazione di un sistema nuovo capace di cogliere gli obiettivi prioritari della riforma: “la qualità, l’efficienza, l’efficacia, l’economicità, la trasparenza, l’equità sociale e la solidarietà nonché l’omogeneizzazione dei livelli del servizio e della relativa tariffa”.
A tal fine è necessario sottolineare come la riforma parta dal mettere in discussione  la gestione privatistica della risorsa da parte di Siciliacque, perché senza tale esito sarà comunque impossibile cogliere gli obiettivi della riforma.
Per ciò che riguarda il confronto tra i Comuni  che avevano consegnato le reti al gestore privato, si plaude all’incontro di avvio odierno che, si auspica, possa estendersi ben presto a tutti gli altri Comuni  che hanno mantenuto il possesso delle reti; tutti  i comuni  cioe’ partecipi, per evitare che possano esserci  cittadini di territori limitrofi trattati in diverso modo, per la semplice ragione che  un Comune dispone del prezioso liquido in sovrabbondanza ed un altro  no. Peraltro, sembra essere questo uno degli obiettivi della nuova normativa, che prevede una sostanziale perequazione tra i cittadini nella fruizione di un bene primario quale è l’acqua.

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