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Polemiche sulla Scala dei Turchi dopo la comparsa dei cartelli con la scritta “proprietà privata” collocati dal proprietario Ferdinando Sciabbarrà. Intervengono cittadini, politici, comitati e associazioni.

“La Scala dei Turchi è stata, è e sarà dei realmontesi!”, scrive su Facebook la vice presidente del consiglio comunale Gloria Di Mora.

Così interviene sulla vicenda Salvatore Gazziano, responsabile enti locali nella segreteria Regionale del Pd: “Il massimo sostegno all’amministrazione comunale di Realmonte che fin dal primo giorno di insediamento – scrive su Facebook – sta lottando contro questo privato che come Totò per la Fontana di Trevi, rivendica la proprietà della Scala dei Turchi. Mettere i paletti “proprietà privata” in un luogo di interesse così rilevante è veramente di cattivo gusto, così come la continua campagna denigratoria di quel territorio da parte di pseudo associazioni ambientaliste che ne sostengono dietro le quinte le azioni. La Scala dei Turchi è nostra, è dell’umanità”.

“La Scala dei Turchi non può e non deve essere solo un totem con cui riempirsi la bocca ogni estate e far nascere appetiti di volgari speculatori”. Lo scrive in una lettera il presidente del comitato Scavuzzo Antonino Sciarrone, che aggiunge: “La Scala dei turchi è e deve essere un monumento all’insegna di quell’impegno a livello mondiale per la quale con tanta insistenza se ne chiede il riconoscimento da parte dell’Unesco come patrimonio dell’umanità.   “Una tale siffatta bellezza, riconosciuta dal mondo intero, non può essere appannaggio di appetiti privatistici deve essere di tutti. Un patrimonio comune -prosegue Sciarrone – che identifica un popolo e il suo territorio e che da millenni è meta di visitatori a cominciare di quei turchi da cui prende il nome. Il fatto che si pensi o che lo sia davvero proprietà di privati è poca cosa innanzi al senso comune universalmente riconosciuto, un piccolo incidente di percorso al quale si deve porre rimedio che non può fermare questo prestigioso riconoscimento per la comunità realmontese. E tempo di dare un imput forte per tutelare e salvaguardare questo prezioso e naturale bene con un passo deciso e concreto. Il mio è un invito all’amministrazione comunale di Realmonte e al sindaco Zicari a prendere seri e concreti provvedimenti per tutelare questa preziosità, ma sopratutto ad attivarsi a tutelarla e salvaguardarla quale bene comune della comunità, in tal senso, esorto il sindaco ad attivare tutte quelle procedure necessarie affinché la Scala dei Turchi – propone – venga acquisita quale bene comune nell’interesse superiore della collettività e a dare il giusto incipit per renderla fruibile nell’ottica di uno sviluppo turistico persistente e di quella vocazione turistica tanto decantata e agognata di Realmonte”.

 

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