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Giovane e piena di idee: è Giulia Pintagro, in arte La Pinta. Palermitana, ha un blog in cui parla di moda, arte e cultura e un Master in Organizzazione di Eventi presso lo IED a Milano. Il suo ultimo evento Le Sette Tentazioni si è svolto giovedì 27 agosto, presso le Mura delle Cattive, in collaborazione con l’Associazione Hombre e l’Associazione Extroart. Ci siamo fatti raccontare come è andata.

Le sette tentazioni: è stato difficile tradurre i peccati capitali in una sfilata?

È stato impegnativo e molto interessante. Ho fatto molta ricerca, sono andata a scovare immagini, aneddoti, fatti storici. Con un pizzico di immaginazione ho potuto “cucire” un vizio ad ognuno dei miei modelli.

Come mai la scelta delle Mura delle Cattive?

In realtà è nata da errore di associazione, per via del mio grande odio per il latino! Le Cattive (dal latino captivae) era il nome  che si dava alle vedove, le quali rimanevano rinchiuse in casa escluse dalla vita sociale e, solo dopo il tramonto, quando la città si svuotava, uscivano dalle loro case per potersi concedere una passeggiata al riparo da occhi indiscreti. Io lo avevo erroneamente associato al peccato, ma in ogni caso è un luogo che mi ha sempre suscitato fascino e mistero. Ha una bellissima vista perché da una parte puoi  ammirare il mare e dall’altra la maestosità e l’imponenza degli palazzi settecenteschi come Palazzo Butera e Palazzo Lanza Tomasi.

Soddisfatta della riuscita dell’evento?

Sì, anche se sono cosciente che qualcosa non è andata bene, ma è anche vero che l’intero evento è stato una sorta di battesimo per me perché, oltre la sfilata, ho inserito perfomance di musica, teatro e danza e sono riuscita a coordinare tutto senza problemi. Ogni evento che organizzo è una sfida che lancio a me stessa per vedere se sono capace di mettere in pratica quello che ho studiato.

Quanto fanno le istituzioni per la promozione di eventi culturali nel territorio, e in cosa invece peccano?

Non molto se devo essere sincera. È raro che a Palermo ci siano eventi veramente belli, ideati da giovani come me e soprattutto organizzati bene. Io vivo un po’ male questa  situazione perché da più di un anno sto a Milano che ogni giorno offre tantissimi eventi e mi capita spesso di fare paragoni che in fondo è inutile fare.

Progetti futuri?

Ho un sogno nel cassetto che sta maturando sempre di più ed è quello di aprirmi un’agenzia di eventi. Allo stesso tempo, ho paura che sia un sogno troppo ambizioso. Ho il timore che non sia il momento giusto per farlo e che debba ancora fare tanta gavetta. Mi piacerebbe tanto creare un team di professionisti solido e coeso con cui possa progettare, allestire, insomma creare un istante di meraviglia negli occhi degli spettatori.

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