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Il pistacchio verde agrigentino dei Monti Sicani alla “conquista” del mercato cinese, i primi contatti con buyers asiatici all’Expo 2015 dove il prodotto è stato apprezzato nei dolci e nei piatti preparati da pasticceri e chef in scena nel Cluster BioMediterraneo. Lo spiega Marcello Di Franco, presidente dell’Associazione Pistacchio Valle del Platani, che dopo la partecipazione all’Esposizione universale di Milano nella settimana del “Gal Sicani” ha già ricevuto le prime e-mail dalla Cina con richieste di informazioni e preventivi. Mentre aumentano le esportazioni verso la Germania, la Francia, la Svizzera e l’Inghilterra dove ci sono già diversi punti vendita che offrono ai consumatori il pistacchio verde agrigentino che è già approdato anche negli Usa e punta a  raggiungere presto il Canada.

Il business è grosso e il trend delle vendite in crescita: le aziende agricole, non a caso, sono impegnate a recuperare vecchi pistacchieti abbandonati e a piantarne di nuovi. Un’azienda agrigentina ha  piantato quest’anno 900 piante di terebinto (“pistacia terebinthus”), pianta dalla grande rusticità e resistenza alla siccità. Complessivamente sono 35 le aziende associate che producono in media 35 quintali ciascuna per un totale di più di 12 tonnellate di pistacchio di varietà “bianca” e “napoletano”  destinato soprattutto alla pasticceria e alla gastronomia. Questi i numeri dello “smeraldo” dei Monti Sicani. Al momento non si parla però dei prezzi di quest’anno, si aspettano le quotazioni dei mercati nazionali, ma si sa che il pistacchio siciliano già sgusciato non si vende al di sotto di 40 euro al kg, non a caso si parla di “oro verde”. Gli associati, che coprono circa l’80% della produzione nell’Agrigentino, oggi ricadono in quasi tutto il territorio della Valle del Fiume Platani e precisamente nei comuni di: Agrigento, Alessandria della Rocca, Casteltermini; Cianciana, Raffadali, San Biagio Platani; San Giovanni Gemini, Santa Elisabetta; Sant’Angelo Muxaro, Santo Stefano Quisquina.

Quest’anno è già cominciata in anticipo la raccolta. “Si prevede una buona annata di carica, anche se toccava un’annata di scarica”, spiega il presidente dell’Associazione Pistacchio Valle del Platani. I pistacchi vengono raccolti a mano scuotendo i rami per far cadere i frutti su grandi teli appositamente stesi sotto gli alberi e che successivamente vengono posti all’ombra per evitare il surriscaldamento del prodotto   in attesa che a fine della giornata stessa viene praticata la “scrucchiulatura” , viene ciò tolta la buccia vellutata. Si ottiene cosi il pistacchio in guscio, che viene messo in appositi tendoni stesi al sole per la giusta e naturale asciugatura  ottenuta anche grazie all’esperienza del più anziano della famiglia che provvede, in particolari momenti della giornata e con particolare tecnica, a muovere i frutti facendo in modo che vengano raggiunti uniformemente dai raggi solari per mantenere un colore verde smeraldo e un gusto deciso e integre tutte le proprietà e le caratteristiche organolettiche.

“Con tanta attesa e gioia inizia la festa del raccolto dei frutti dei tanti sacrifici fatti. Grande festa – aggiunge – perché dopo un anno di lavoro si va in campagna finalmente a raccogliere il tanto atteso pistacchio, un momento che tutto il mondo culinario e di trasformazione alimentare ha atteso con grande pazienza per un anno intero. Il clima decisamente caldo  ha fatto sì che il pistacchio maturasse prima del dovuto periodo, che di norma è il mese di settembre. L’anticipo della maturazione del prodotto – sottolinea – non ne ha intaccato né la bontà né la qualità. Come sempre, il nostro pistacchio verde, anche nel 2015 – assicura Marcello Di Franco – sarà un prodotto sano e decisamente gustoso con un’ottima qualità”.