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Le donne sarebbero meno propense degli uomini a notare i sintomi di un disturbo cardiaco perchè non si renderebbero conto in tempo di essere a rischio. Questo significa che sono più attente al controllo dei seni, che al colesterolo o alla pressione sanguigna, e avrebberp quindi più probabilità di morire in seguito a un infarto. Almeno questo è quanto emerge da uno studio del Paris Cardiovascular Research Centre, presentato all’European Society of Cardiology Congress a Londra. I ricercatori hanno analizzato i dati di 11.420 persone che hanno sofferto di arresto cardiaco. Il tasso di sopravvivenza pre-ospedaliero per le donne è stato del 18% rispetto al 26% degli uomini, mentre l’angioplastica è stata eseguita sul 26 per cento delle donne contro il 36 per cento degli uomini. Questo significa che, non sono solo le donne a sottovalutare il proprio rischio, ma anche i medici.

“Quando le donne hanno un attacco di cuore – ha commentato Carlo Di Mario, cardiologo al Royal Brompton Hospital di Londra, in un articolo pubblicato sul Daily Mail e rilanciato dall’Agi in Italia – sono in genere più anziane e tendono ad essere più spesso diabetiche, entrambi fattori che aumentano il rischio di mortalità. Queste sono ovviamente condizioni pre-esistenti che non possono essere modificate anche con un trattamento migliore. Questi fattori, tuttavia, non sono probabilmente l’unica ragione per la mortalità elevata. La comunità medica deve ancora decidere quanto di questo squilibrio di genere nell’angioplastica sia dovuto alle caratteristiche intrinseche all’interno della popolazione femminile o a un atteggiamento sbagliato dei medici”.

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