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Acqua pubblica, dal referendum del 2011 alla legge sul riordino della gestione idrica”. Questo il titolo della lettera aperta ai cittadini di Margherita La Rocca Ruvolo, deputata dell’Udc all’Ars, che in questi giorni sta promuovendo una serie di incontri nell’Agrigentino per illustrare la riforma dell’acqua e discutere del futuro della gestione delle risorse idriche.

Ecco la lettera di Margherita La Rocca Ruvolo stampata nei manifesti e rilanciata su Facebook. “Cari concittadini, per la prima volta l’acqua in Sicilia ridiventa prevalentemente pubblica per legge. Cosa significa prevalentemente pubblica? Significa puntare ad una gestione diretta da parte degli enti pubblici senza rinunciare alla possibilità di affidare i servizi a società miste o private purché a prezzi inferiori.

Inoltre: condizioni bloccate per tutta la durata dell’affidamento che non può superare i nove anni contro i quaranta, ad esempio, dell’attuale concessione a Siciliacque Spa; multe salatissime in caso di disservizi, dai 100 ai 300 mila euro al giorno da pagare all’Ato di riferimento; possibilità di rescissione del contratto in caso di mancata erogazione per più di quattro giorni in almeno il due per cento del bacino idrico; riconoscimento di un minimo vitale di 50 litri al giorno a persona, come stabilisce il contratto mondiale dell’acqua; tariffe scontate del 50 per cento in caso di acqua non potabile; fondo di sostegno per il pagamento delle bollette delle persone meno abbienti”.

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