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Il procuratore di Agrigento Di Natale col ministro Alfano e l'aggiunto Fonzo

Nel ribadire che la procura ha seguito l’ordine cronologico delle sentenze di demolizione (precedenti al 1999) per gli abbattimenti delle costruzioni abusive nella Valle dei Templi, il procuratore capo di Agrigento, Renato Di Natale, intervenuto alla trasmissione di Radio1 “Restate scomodi”, ha sottolineato come in passato ci siano stati “comportamenti omissivi da parte di amministratori pubblici e polizia municipale” che hanno consentito negli anni di costruire circa 600 manufatti in una zona ad assoluto divieto di edificabilità sin dal ’68. Sui ritardi nelle demolizioni, Di Natale ha spiegato che “la scopertura organica degli uffici giudiziari di Agrigento, che si occupano anche di molti casi legati all’immigrazione, è ben nota. Vorrei ricordare che abbiamo recentemente ordinato la demolizione di due ecomostri alla Scala dei Turchi, abbattimenti eseguiti dagli stessi proprietari”.

Il procuratore, nel sottolineare che il ministro agrigentino Angelino Alfano ha elogiato la presa di coscienza della popolazione, ha stigmatizzato che “qualcuno, invece, si oppone anche fisicamente alle demolizioni”. E pur senza citarlo, il riferimento è all’avvocato Giuseppe Arnone, ex presidente di Legambiente Sicilia, piu’ volte consigliere e candidato a sindaco, bandiera dell’ambientalismo nell’Isola, attualmente schierato dalla parte del proprietario di una costruzione abusiva, che difende anche come legale. Ieri Arnone aveva sostenuto che al suo assistito è stato spiegato che la lista delle prime otto demolizioni era stata stabilita per sorteggio. “Nessun sorteggio – ha osservato Di Natale – ma un esclusivo ordine cronologico delle sentenze”. (ANSA)