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Furto di mezzi e attrezzi agricoli alla cooperativa “Livatino” che gestisce terreni confiscati alla mafia in contrada Robadao a Naro. Sul raid sono in corso indagini da parte dei carabinieri. Intanto, sulla vicenda, interviene il vice presidente della Regione Mariella Lo Bello: “Questo episodio testimonia la viltà di coloro che hanno scelto la strada dell’illegalità e della sopraffazione, ma noi continueremo a difendere strenuamente gli onesti”.

“La Cgil Agrigento esprime ai lavoratori della Cooperativa, al suo presidente ed alle loro famiglie che hanno con coraggio accettato la sfida di gestire un bene confiscato alla mafia, non possiamo non esprimere la rabbia e la sorpresa”, scrive in una nota il segretario provinciale della Cgil Massimo Raso. “Queste azioni vili non bloccheranno chi si batte affinchè i beni sequestrati alla mafia torni ad essere restituiti alla comunità e possano tornare ad essere fonte di lavoro pulito e di progresso per la Sicilia! Ci immaginavamo che la particolare collocazione del bene ed il suo essere stato al centro del clamore suscitato dalla decisione di renderlo socialmente fruibile lo rendesse oggetto di particolare attenzione dell’apparato di sicurezza. Dobbiamo prendere atto, con amarezza, che così non è! La Cooperativa deve andare avanti, ma lo Stato deve garantire che questo sia possibile restituendo serenità a chi vi opera attraverso una più intensa attività di prevenzione e controllo”.

“Sono atti gravissimi che meritano un’azione immediata, forte e compatta da parte dello Stato e della società civile tutta”, commenta in una nota l’associazione antiracket ed antiusura “FAI Antiracket Agrigento”, esprimendo “la massima solidarietà e vicinanza ai lavoratori della cooperativa ed alle loro famiglie che con grande sacrificio quotidianamente sono e saranno la prova di una società che si riscatta e di un’economia che progredisce liberamente”.

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