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Maria Iacono, parlamentare del Pd

La parlamentare del Pd, Maria Iacono, si è rivolta, attraverso un interrogazione, ai ministri dell’interno, delle politiche agricole e del lavoro per sapere quali politiche il Governo intenda sviluppare al fine di arginare e combattere il tema del caporalato in agricoltura.

Nello specifico Iacono ha proposto all’esecutivo  di estendere il reato di caporalato all’imprenditore che ne trae vantaggio unitamente all’estensione delle misure di prevenzione patrimoniale antimafia agli imprenditori che si avvalgono dei caporali nel reclutamento della forza lavoro. Inoltre nello stesso atto parlamentare ,Maria Iacono ha chiesto al Governo se e con quali misure intenda tutelare le vittime di grave sfruttamento lavorativo anche attraverso la costituzione ed il finanziamento di programmi specifici e volti a sostenere coloro i quali denunciano sfruttamento ed il dilagare del caporalato.

La stessa Maria Iacono ha dichiarato, “la dimensione del caporalato nel nostro Paese sta assumendo caratteri drammatici e presenta numeri e dati che rappresentano una situazione in costante e continuo aumento come testimoniato dalla tragedia consumatasi il mese scorso nelle campagne Pugliesi. La morte della bracciante Pugliese Paola Clemente, del lavoratore Arcangelo De Marco, deceduto a 42 dopo oltre un mese di coma e del cittadino di origini Sudanesi colpito da infarto, lo scorso mese Luglio ,hanno messo in risalto una realtà d’illegalità, sfruttamento, connivenza e lesione di fondamentali diritti”.

“Per la verità tali drammi sono solo gli ultimi di una lunga catena di soprusi e prepotenze che hanno come teatro le campagne Italiane ed in special modo del Meridione, lo scorso hanno infatti le cronache hanno messo in luce il caso di diverse donne proveniente dall’est Europa sfruttate e sottopagate nelle campagne Siciliane del Ragusano.”

“Almeno 400mila lavoratori agricoli (più dell’80 per cento stranieri)”, ha aggiunto Maria Iacono, “si confrontano ,ogni giorno, con l’arcaica pratica dello sfruttamento, che ancora oggi nel terzo millennio rappresenta l’unica occasione per entrare nel mercato del lavoro, sia pur in modo sommerso ed illegale”.

“Ben 100 mila lavoratori e braccianti agricoli vivono in condizioni estreme manifestando disagi abitativi, assenza di accessi ai servizi igienici, oltre a questi dati va ricordato che ben il 72%,dei braccianti occupati nelle campagne è soggetto al rischio di contrarre gravissime malattie.Il caporalato in agricoltura, rappresenta ancora oggi fenomeno criminale presente in tutta Italia, da nord a sud, e costituisce un costo enorme per le casse dello Stato, in termini di evasione contributiva. Lo sfruttamento della manodopera è il primo anello della penetrazione mafiosa in agricoltura”.

“Negli ultimi anni le organizzazioni criminali che alimentano le proprie finanze con il malaffare sono diventate sempre più una entità economica in grado di confrontarsi con lo scenario mondiale. La criminalità organizzata nel settore agroalimentare è arrivata a controllare e condizionare l’intera filiera agroalimentare, dalla produzione agricola all’arrivo della merce nei porti, dai mercati all’ingrosso alla grande distribuzione. Inoltre ha aggiunto Maria Iacono, ho chiesto al Governo di studiare tutte le soluzioni in grado di fronteggiare il ricorso al caporalato, anche attraverso la possibilità di prevedere un ritorno al collocamento pubblico in agricoltura con l’incontro in luoghi pubblici della domanda e dell’offerta di lavoro”.

 

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