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Mentre si resta in attesa del completamento delle opere di demolizione e sradicamento delle fondamenta dell’ormai famosa “villa Piraneo” in contrada Maddalusa, i tecnici del comune di Agrigento e gli uomini del corpo forestale hanno svolto ieri un sopralluogo per verificare i lavori che stanno eseguendo autonomamente i proprietari di due immobili abusivi in via Afrodite. In una delle strade all’ingresso di San Leone dovranno essere abbattuti due immobili che fanno parte di un vecchio ristorante. I lavori sono già stati avviati, ma il capo dell’Utc Gaetano Greco si è preso altre 48 ore di tempo prima di trasmettere la relazione alla Procura della Repubblica. Si dovrà capire se le demolizioni saranno eseguite a regola d’arte dai proprietari o se sarà comunque necessario l’intervento delle ruspe dell’impresa “Capobianco” di Palma di Montechiaro che si è aggiudicata i lavori banditi dall’amministrazione comunale. Quelli di via Afrodite sono i due interventi più costosi tra quelli in elenco. Nel primo intervento previste spese per 25.300 euro, nel secondo caso 21.047 euro. Con le demolizioni autonome i proprietari puntano a risparmiare un po’ di soldi visto che poi il comune si rivarrà sulle spese qualora sia costretto a procedere. La demolizione delle case abusive nella zona archeologica agrigentina è ricominciata nelle scorse settimane dopo quasi quindici anni dai primi storici abbattimenti. A sbloccare la situazione sono state le sollecitazioni del procuratore aggiunto di Agrigento, Ignazio Fonzo, che con un vero e proprio ultimatum ha imposto all’amministrazione comunale di buttare giù gli abusi edilizi, altrimenti l’autorità giudiziaria avrebbe proceduto per abuso e omissione di atti d’ufficio nei confronti dei responsabili degli uffici degli enti competenti. Prima della villetta di contrada Maddalusa, abitata da una famiglia composta da cinque persone, le ruspe avevano già abbattuto un muretto di una trentina di metri e un ovile in contrada Poggio Muscello, subito dopo demolite autonomamente dagli stessi proprietari la cucina del ristorante “Kokalos” e due fabbricati: uno in via degli Imperatori, l’altro in contrada Cugno Vela. I risparmi realizzati potranno consentire al comune di individuare altri immobili da demolire secondo l’ordine cronologico delle sentenze, come ha spiegato il procuratore capo Renato Di Natale. Per ulteriori risorse economiche il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, ha già chiesto aiuto al presidente della Regione Rosario Crocetta, chiedendogli di attingere ai fondi di riserva. Dal governatore però, ancora non è arrivata nessuna risposta.