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Il 15 settembre 1993, a Palermo, un commando di Cosa Nostra uccide don Giuseppe Puglisi. Parroco di Brancaccio da tre anni, il sacerdote non aveva esitato a contrapporsi con grande coraggio ai boss della zona, battendosi soprattutto per sottrarre alla loro influenza i bambini altrimenti destinati al reclutamento criminale. Per l’omicidio di don Pino Puglisi verrà condannato all’ergastolo il boss Giuseppe Graviano, ritenuto il mandante, e – a 16 anni di detenzione – Salvatore Grigoli, ritenuto l’esecutore materiale.
“Il giorno in cui l’ammazzarono, ventuno anni fa, padre Puglisi aveva lavorato molto – racconta Francesco Deliziosi in un post sul blog www.beatopadrepuglisi.it -. Un incontro al Comune per chiedere per l’ennesima volta la creazione di una scuola media, due matrimoni, un momento di confronto con le coppie di Brancaccio che dovevano battezzare i figli. Di sera gli assassini lo aspettavano sotto casa. Il giorno in cui l’ammazzarono è l’incipit di “Cronaca di una morte annunciata” di Garcia Marquez. Mi è sembrato adatto per le minacce che aveva subito, le telefonate e lettere anonime, i danneggiamenti all’auto, gli attentati ai suoi volontari. Eppure padre Pino trovò con la sua fede la forza di andare avanti, proteggendo i suoi collaboratori, non cedendo a compromessi: ‘Non ho paura di morire – diceva – se quello che dico è la verità'”.
Oggi a Palermo diversi gli incontri organizzati per ricordare l’omicidio del Beato Don Pino Puglisi, avvenuto il 15 settembre del 1993. Alla commemorazione che si terrà alla direzione didattica ‘F. Orestano’, scuola che si trova accanto alla chiesa in cui Don Pino Puglisi operava, parteciperà tra gli altri il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone.
Dalle 21, nella casa museo di piazza Anita Garibaldi spettacoli musicali e testimonianze dei familiari di Don Pino.
E a Sant’ Ignazio all’Olivella, una veglia con adorazione eucaristica …Amava il giallo perché è il colore del sole e anche i fiori perché bastava guardarli per rendersi conto quante meraviglie il Buon Dio avesse creato sulla terra. Tanti boccioli del color del sole sono stati lasciati da un centinaio di fedeli e residenti di Brancaccio ai piedi della tomba in cui riposa il beato Padre Pino Puglisi, nella Cattedrale. L’ iniziativa «Un fiore per 3P», organizzata dal centro Padre Nostro, rientra nell’ ambito del calendario di eventi per la commemorazione del ventiduesimo anniversario della morte del Beato di Brancaccio ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993.
Lo spiazzo antistante della Cattedrale nel tardo pomeriggio si è riempito di colori e sorrisi. In tanti hanno ricordato Padre Pino raccontando le esperienze vissute insieme soprattuto per far capire ai ragazzi che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo quanto speciale fosse. «Era il mio docente di religione afferma Patrizia Candido che da anni collabora con il centro Padre Nostro ci ha insegnato a vedere le cose da un altro punto di vista. Era una persona meravigliosa che se ne è andata troppo presto». Un mini corteo, preceduto da un arcobaleno di colori e dal parroco della chiesa di San Gaetano, Maurizio Francoforte ha recitato delle preghiere poi i ragazzi hanno letto dei loro pensieri su padre Pino Puglisi e su Brancac cio.
Gli appuntamenti in ricordo di padre Pino Puglisi continueranno fino al 30 settembre. Oggi alle 10 nell’ aula consiliare di via San Ciro a Brancaccio ci sarà un incontro promosso dalla seconda circoscrizione «La città oltre l’Oreto. Brancaccio 2.0». Sarà presente il presidente di quartiere Antonio Tomaselli e tutti i consiglieri della zona. «Sarà un incontro interessante- commenta Tomaselli- ci confronteremo per capire quali passi avanti sono stati fatti a Brancaccio e quali sono le proposte per rendere ancora più vivibile il quartiere». Alle 16 ci si trasferirà alla Congregazione delle suore Basiliane Santa Macrina di viale dei Picciotti, a Romagnolo per un convegno dal titolo «Musei in rete. 3P, un prete tra i due concili», a cura di don Massimo Naro. Dalle 21 invece, alla casa museo di piazza Anita Garibaldi ci saranno spettacoli musicali e testimonianze dei familiari di Don Pino.
Sempre alle 21, a Sant’ Ignazio all’ Olivella, una veglia con adorazione eucaristica, durante la quale sarà possibile venerare le reliquie del beato, tra cui il fazzoletto che legava le sue mani nel giorno della sua ordinazione.