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Il “cimitero” dei romani nella Valle dei Templi di Agrigento. E’ con molta probabilità una necropoli a sepoltura multipla, cioè composta da tombe in cui venivano sepolte due o più persone per volta, quella che sta riaffiorando dopo duemila anni nel cuore del parco archeologico agrigentino. Importante ritrovamento, a più riprese, durante una nuova campagna di scavi davanti al tempio della Concordia che sta facendo luce sull’epoca romana nell’antica città akragantina, dal periodo che va dalla trasformazione del tempio pagano a basilica cristiana.

Quattro scheletri umani, secondo gli esperti risalenti al periodo tra il V e il VI secolo dopo Cristo e dunque di epoca romana, sono stati ritrovati tra i templi dorici, proprio accanto al tempio “principale”, uno dei pochi in Sicilia che possa competere con il Partenone d’Atene. Lo scavo, che dopo le prime scoperte di ieri sembra preannunciare importanti novità sul fronte della ricerca archeologica, è stato promosso dall’Ente Parco in collaborazione con l’Università di Palermo e in particolare con il corso di laurea in Beni culturali e archeologici che ha sede ad Agrigento. Secondo gli esperti, quel che nell’epoca greca era il centro della vita urbana dell’antica Akragas, diventò successivamente, nell’era cristiana, il centro della vita religiosa dove, tra l’altro, venivano sepolti i morti, più di uno in tombe multiple. Gli scavi continueranno nei prossimi giorni alla ricerca di ulteriori elementi utili a ricostruire l’epoca romana nella Valle dei Templi agrigentina.

Le fasi salienti delle prime operazioni di rilevamento di ossa di ominidi sono state riprese e caricate su Youtube dalla guida turistica agrigentina Rosa Maria Montalbano di www.guidaturisticaagrigento.it.

“Si tratta di un nuovo importante ritrovamento – ha dichiarato il direttore del Parco archeologico Valle dei Templi – che fa parte di una campagna di scavi tesa a indagare una fase poco nota dell’antica città di Agrigento che riguarda il periodo romano. Queste operazioni di scavo – ha spiegato Giuseppe Parello – si collocano in un quadro di una ricerca molto complessa e altrettanto utile per far conoscere una parte poco nota della città antica. Finora – ha aggiunto – conosciamo molto del periodo greco, molto meno di quello romano e di quelli successivi.

E’ importante sottolineare – ha proseguito il direttore Parello – che questo scavo sistematico, e non casuale, viene svolto in collaborazione con l’università di Palermo e il corso di laurea di Agrigento, e finalmente – ha sottolineato – gli studenti, che prima erano costretti ad andare fuori per fare pratica, possono svolgere attività di ricerca archeologica direttamente nella Valle dei Templi,  così anche il polo universitario agrigentino comincia ad acquisire certamente maggiore importanza”.