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Boom di iniziative per i 25 anni dall’assassinio di Rosario Livatino. A venticinque anni dall’uccisione del “giudice ragazzino”, sono tantissime le iniziative promosse in sua memoria in tutto il territorio nazionale. Anche i social network si sono messi in moto da tempo con un appello affinchè venga realizzato un “arco di trionfo” in ricordo del giudice ucciso il 21 settembre 1990 dalla mafia. “Sono tantissimi gli attestati di persone che si informano della biografia di Livatino – spiega all’Adnkronos il presidente dell’Associazione Rosario Livatino, Giuseppe Palilla -. Tante anche le richieste di materiale biografico arrivate non solo dall’Italia”. Come spiegano dall’associazione, interessamenti sulla vita del ‘giudice ragazzino’ sono arrivati anche da diversi Paesi europei e soprattutto dall’America Latina. Brasile e Argentina in testa, ma anche dagli Usa, e persino dalle Filippine.

Fa passi avanti anche la causa di beatificazione di Livatino a tre anni dall’apertura della sessione diocesana. “Devono ancora essere sentiti alcuni testimoni – spiega ancora il presidente dell’associazione Giuseppe Palilla, nonchè compagno di scuola del giudice assassinato – ma il processo diocesano entro il prossimo anno dovrebbe chiudersi”. Tra pochi giorni – il 21 settembre – giornata in cui si ricorderanno i 25 anni dall’assassinio di Rosario Livatino, verrà inviato all’Anas anche un appello per chiedere la realizzazione di un’opera che ricordi la figura di Livatino sulla nuova superstrada 640 Agrigento-Caltanissetta. La sottoscrizione è partita sui social, via Facebook, attraverso la pagina ‘Vogliamo gli Archi Antimafia sulla SS 640‘. “Livatino – ricorda ancora il presidente dell’Associazione dedicata al magistrato ucciso – è stato un eroe per caso. Si è sempre mosso nel silenzio, senza fanfare. Tutt’altro che eroe di serie B”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “esprime il suo apprezzamento per l’iniziativa di rendere omaggio alla memoria della nobile figura di un giovane magistrato di eccellente preparazione, Rosario Livatino, che ha sacrificato la propria vita per difendere i valori della legalità contro le forze del crimine e della violenza, mediante il convegno e l’intitolazione di un Centro studi”. E’ il messaggio inviato dal Quirinale per il 25° anniversario del giudice ucciso dalla mafia. “Tale iniziativa – si legge nella nota del Quirinale – merita vivo apprezzamento in quanto costituisce occasione per ricordare, nel 25° anniversario dello spietato omicidio del magistrato, un grande esempio morale per i giovani e per tutto il Paese, oltre che per riflettere sulla importanza di un contrasto sempre più intenso alla mafia e alle altre organizzazioni criminali”.

La nota del Quirinale saluta gli organizzatori e i partecipanti al convegno ”25 anni dopo-Rosario Livatino, diritto etica e fede” che si svolgerà nell’Aula dei gruppi alla Camera domani dalle 15, per iniziativa del Centro studi che si intitola allo stesso Livatino, col patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Dopo i saluti del presidente del Senato Pietro Grasso, del ministro della Giustizia Andrea Orlando, della presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi, del vicepresidente del CSM Giovanni Legnini e del questore della Camera Stefano Dambruoso, svolgeranno relazioni il procuratore della Repubblica di Palermo Francesco Lo Voi, il presidente di sezione della Cassazione Mario Cicala, Mauro Ronco, ordinario di diritto penale a Padova, don Giuseppe Livatino, postulatore della causa di beatificazione del magistrato, e mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale; con il coordinamento di Alfredo Mantovano, Domenico Airoma e Filippo Vari, vicepresidenti del Centro Studi.