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Il veterinario Calogero Lentini con lo Svasso Maggiore ritrovato a Menfi.

E’ partito dal nord Europa, forse dalla Svezia o dalla Norvegia, ma non ce l’ha fatta a seguire gli altri fino in Africa durante la migrazione d’autunno verso zone più calde. Si è fermato a Menfi, stremato, bisognoso di cure, con un’ala leggermente ferita, un esemplare di Svasso Maggiore, una delle specie rare e “particolarmente protette” dalla “Direttiva Uccelli”. E’ stato trovato dai turisti sulla spiaggia da “bandiera blu” nel litorale agrigentino, dove l’uccello – la cui razza è tra le 108 rarità volatili tutelate dall’Unione Europea – sembrava agonizzante. E’ stato subito lanciato l’allarme. Sul posto sono intervenuti gli uomini del distaccamento del Corpo Forestale di Santa Margherita Belice che lo hanno soccorso e trasportato “d’urgenza” al centro recupero fauna selvatica e tartarughe marine di Cattolica Eraclea, che dista una sessantina di chilometri. Tra gli altri uccelli “ricoverati” nelle voliere del centro, al momento, ci sono dodici gufi, sette cardellini, due falchi, tre poiane, due gheppi in attesa di essere liberati.

“Lo Svasso Maggiore sarà qui accudito e curato come gli altri uccelli di specie protetta e poi rimesso in libertà”, spiega il veterinario Calogero Lentini, che coordina il centro gestito dal Cts “sopravvissuto” ai tagli regionali grazie ai fondi europei del progetto Tartalife. “Si nutre di pesce, gamberetti, girini, ragni, insetti d’acqua e ha bisogno di acque profonde. Purtroppo – spiega – non ce l’ha fatta a seguire lo stormo partito dal nord Europa per raggiungere l’Africa, si è fermato in spiaggia tra Menfi e Sciacca, non riuscendo più a spiccare il volo. Ma dovrebbe guarire presto e tornare in libertà dopo le cure”.

“Gli ambienti prediletti dagli Svassi Maggiori sono gli specchi d’acqua. È possibile avvistarli – viene spiegato dagli esperti sul sito www.uccellidaproteggere.it della Lipu e del ministero dell’Ambiente – nei laghi di tutta Europa, comprese Scandinavia e Islanda, ma la specie è presente anche in Asia, Africa e Oceania. In Europa e in Asia occidentale e centrale vive la sottospecie nominale cristatus cristatus. In Africa, se pure con una distribuzione piuttosto frammentata, è presente la sottospecie infuscatus, mentre in Australia e Nuova Zelanda risiede la sottospecie australis. In Italia lo Svasso maggiore è una specie parzialmente sedentaria e nidificante in quasi tutte le regioni, anche se le concentrazioni maggiori sono rilevate in Pianura Padana e sull’Appennino centro-meridionale”.