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Il presidente del Senato Grasso e la giornalista Ester Castano.

“Il sacrificio non cercato di Rosario Livatino lo ha reso un punto di riferimento ideale per tutti coloro, magistrati e non, che credono nella giustizia”. Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso al convegno “25 anni dopo. Rosario Livatino: diritto, etica e fede“. “Davanti alla sua tomba, sempre sommersa di fiori, si trovano biglietti, messaggi, testimonianze soprattutto di giovani che hanno compreso il suo messaggio che suona rivoluzionario nella sua semplicita’: ‘coltivare l’ideale della legalita’, dell’eguaglianza dinanzi alla legge e, a costo della vita, fare fino in fondo, senza timori reverenziali e senza compromessi, il proprio dovere’. E il nostro dovere e’ mantenere viva la memoria di un uomo che ha incarnato, con l’esempio di una vita schiva dedicata alla giustizia, l’essenza dei valori democratici che uniscono questo Paese e in cui noi ci riconosciamo”, ha detto ancora.

livatino8“Gli assassinii di magistrati per mano delle mafie hanno non solo privato del bene supremo della vita molti tra i migliori giudici italiani, ma hanno sottratto alla giustizia e all’apparato di contrasto alla criminalita’ organizzata energie professionali e morali insostituibili”. Lo ha sottolineato il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, nel corso della commemorazione, alla Camera, dei 25 anni della morte del giudice Rosario Livatino. Uomo di giustizia e di fede, per il quale e’ promossa una causa di beatificazione, Livatino, fu ucciso dalla ‘stidda’ a soli 37 anni.

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha sottolineato che il giudice Livatino intendeva la sua professione “come vocazione e aveva la libera convinzione che nel compimento del proprio dovere sia compresa una missione. E’ nostro dovere ricordarlo e ricordare tutti i magistrati uccisi dalla mafia”. La presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, ha preannunciato una relazione sull’assassinio del giudice e la pubblicazione degli atti.