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Don Giuseppe Livatino, postulatore causa beatificazione.

Il giudice Rosario Livatino, ucciso dalla mafia venticinque anni fa, ha cacciato il maligno nel corso di esorcismi. La circostanza è accaduta in un paio di occasioni, in Sicilia. A raccontare i particolari all’Adnkronos è don Giuseppe Livatino, il postulatore della causa di beatificazione del giudice assassinato il 21 settembre di 25 anni fa. “Lo spirito di Rosario Livatino – racconta il postulatore – si è presentato in due casi di esorcismo. In uno dei due non era stato nemmeno invocato”. Gli esorcismi, come racconta don Livatino, sono avvenuti in Sicilia, a Messina e a Lentini. “Non c’è nulla di programmato in questi casi- sottolinea il postulatore – Si tratta di racconti spontanei fatti da esorcisti. Siamo davanti al maligno, che rivela la presenza del servo di Dio” che libera dal demonio. Il giudice assassinato dalla mafia non è stato invocato col nome Rosario.

livatino8“Il nome – spiega il postulatore – evoca Maria e il demonio non pronuncia mai il suo nome. Lo spirito di Livatino è stato evocato col nome Angelo, che è il secondo nome del giudice”.
Le due circostanze degli esorcismi di per sé non imprimeranno una accelerazione alla causa di beatificazione, che è ancora in fase diocesana. “Tuttavia – sottolinea don Livatino – si tratta di eventi incredibili nei quali non c’è nulla di programmato”. La causa di beatificazione procede per arrivare alla beatificazione di un uomo che “per 38 anni ha vissuto nella coerenza del Vangelo. Rosario – dice il postulatore- non sarà beatificato in conseguenza del martirio ma per la vita vissuta secondo il Vangelo”. A Rosario Livatino è già stato riconosciuto un miracolo: la guarigione dal morbo di Hodgkin di una donna del Nord Italia. (AdnKronos)