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“Se l’impegno contro la fame e la povertà, per la tutela delle risorse naturali e la difesa della dignità della persona è condizione imprescindibile per garantire il progresso umano, allora all’Assemblea generale dell’Onu la comunità internazionale ha un’opportunità storica per assumersi pienamente le proprie responsabilità di fronte al mondo intero”. Lo hanno scritto ieri i ministri degli Esteri, Paolo Gentiloni, e delle Politiche agricole, Maurizio Martina, in un intervento sul Corriere della Sera. La Carta di Milano, nata dal dibattito sul tema dell’Expo 2015 di Milano, “Nutrire il pianeta, energia per la vita“, sarà presentata – spiegano i ministri – al Palazzo di vetro in occasione del vertice.

“Abbiamo pensato fin da subito che fosse nostro dovere lasciare una legacy” a chi è chiamato alla sfida della “sicurezza e sostenibilità alimentare“, nella convinzione “che il diritto al cibo debba essere considerato pienamente come diritto inalienabile dell’uomo”. Per fare questo, proseguono, “dobbiamo coordinare le politiche nazionali con le organizzazioni internazionali e, soprattutto coinvolgere pienamente nei processi decisionali altri soggetti quali associazioni, imprese, istituzioni e cittadini”. Ad oggi la Carta è stata firmata da un milione di persone, compresi capi di Stato e di governo, “attribuendo centralità alla sfida del diritto al cibo e della produzione agricola e alimentare per costruire una società sempre più giusta, equa e sostenibile“.

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