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È il Padiglione del Regno Unito il vincitore del Premio “Le Architetture dei Padiglioni di Expo Milano 2015“, promosso da In/Arch, Ance, Cnappc, Federcostruzioni e Oice con il coordinamento e supporto di Ppan comunicazione e networking per il costruito. Per la giuria il Padiglione – dell’artista Wolfgan Buttress e dei progettisti BDP, costruito da Stage One – ha saputo sapientemente rispondere alle attese di un’architettura comunicativa, leggera, innovativa, senza tralasciare i dettagli costruttivi e l’interdisciplinarietà delle professioni e delle competenze coinvolte.

“È, infatti, tra quelli che meglio ha interpretato il tema, attraendo visitatori di giorno e di notte anche grazie ad un interessante gioco di luci che riproduce un alveare monitorato costantemente dalla Nottingham Trent University. Il grande alveare è come una grande scultura progettata per essere facilmente montabile e smontabile e per poterla poi trasferire altrove una volta finita Expo 2015″. La giuria ha inoltre attribuito, si legge in una notA, le menzioni d’onore ai Padiglioni di Brasile, Cile e Marocco, che, con declinazioni e esiti diversi, hanno evidenziato un approccio esemplare al tema, ponendo la qualità architettonica e la chiarezza costruttiva quali elementi fondanti. Questi tre Padiglioni, unitamente a quello vincitore, rappresentano i più felici esempi delle architetture temporanee presenti nel sito di Milano Expo. Fuori concorso, la giuria ha deciso di segnalare i Cluster, quale espressione di Expo Milano 2015 urbanisticamente, espressivamente e tecnologicamente. I Cluster hanno dato unità ai Paesi più piccoli e meno abbienti, che magari non avrebbero potuto permettersi di essere presenti all’Esposizione Universale.

Con la sua partecipazione a Expo Milano 2015 il Regno Unito, si legge in una nota, vuole accrescere la consapevolezza globale circa l’impatto che la produzione e il consumo di cibo hanno sulla vita delle persone, ovunque nel mondo. Le scelte e le politiche alimentari contribuiscono a determinare il benessere e la salute di ogni individuo, ma quelle fatte dai Paesi industrializzati possono avere conseguenze importanti sulla disponibilità di cibo anche nei Paesi in via di sviluppo. Il Regno Unito mostra ai visitatori del suo padiglione le novità e le innovazioni raggiunte in ogni anello della catena alimentare, dal seme al piatto, dal campo alla tavola. Tecnologie agrarie, sicurezza alimentare, cibo e bevande, alimenti funzionali, logistica, apertura ai mercati globali, collaborazioni internazionali. L’obiettivo è quello di invogliare i visitatori a portare avanti il dibattito sui temi dell’educazione e della sicurezza alimentare nelle proprie scuole, università e comunità, impegnandosi verso scelte  di consumo informate ed eque. Lo spazio britannico offre forme di intrattenimento semplici e stimolanti che, allo stesso tempo, mostrano a un pubblico internazionale il contributo del Regno Unito nell’affrontare le sfide globali legate al cibo e raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite.
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