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Oltre 100 autori internazionali, da Orhan Pamuk a Tahar Ben Jelloun e più di 35mila presenze. Questi i numeri di Taobuk, il Festival della Letteratura che si è appena concluso a Taormina (Messina). Ascoltare ”l’eco di parole che non si perdono nel tempo” per ritrovarle ”scolpite nella pietra della memoria”: nelle motivazioni degli Award for Literary Excellence, assegnati a Orhan Pamuk e Tahar Ben Jelloun, c’è il senso più profondo del Taormina International Book Festival, che nelle ”Belle Lettere” trova la sua stessa ragion d’essere. E di anno in anno Taobuk – questo il logo ”breve” della kermesse letteraria ideata e diretta da Antonella Ferrara con la collaborazione di Franco Di Mare – “è cresciuto in modo esponenziale, guadagnando una proiezione autenticamente internazionale”, spiegano in una nota gli organizzatori.

“Esempio unico nel Meridione d’Italia, il festival della letteratura di Taormina è stato gratificato nei giorni scorsi da due importanti riconoscimenti: la medaglia del Presidente della Repubblica e il patrocinio del Ministero dei Beni Ambientali e Culturali e del Turismo, attestati che si aggiungono a quelli di altre prestigiose istituzioni pubbliche e private che meritano di essere citate, confermando le sinergie che la rassegna ha saputo attivare, con specifico riguardo ai giovani e alla formazione”, si legge in una nota.

Taobuk è sostenuto e promosso dal Comune di Taormina e dall’Assessorato comunale alla Cultura. E insieme all’adesione del Presidente della Repubblica, vanta il patrocinio del Parco Archeologico di Naxos, dell’Assessorato Regionale del Turismo, Sport e Spettacolo, di Expo, dell’Assemblea Regionale Siciliana, dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, Sviluppo rurale e Pesca mediterranea, dell’Assessorato Regionale dei Beni culturali, del Centro per il Libro e la Lettura, di Taormina Arte, dell’Università di Messina, dell’Università di Catania, della Scuola Superiore di Catania, della Rete italiana degli Istituti di Studi Superiori Universitari d’Eccellenza, della Fondazione Federico II, della Provincia Regionale di Messina, della Fondazione Mazzullo, di Confindustria Sicilia Alberghi e Turismo, dei Comuni di Catania, Roccalumera, Mandanici, del Teatro Stabile di Catania, della FAI (Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiane). “Da sottolineare il contributo del Comune di Taormina guidato dal sindaco Eligio Giardina, principale sostenitore del festival insieme all’assessore alla Cultura Mario D’Agostino”, dicono gli organizzatori. “Investire su Taobuk – sottolinea Giardina – ha dato frutti immediati e concreti sull’indotto. Tutta la città ha vissuto la settimana del festival con coinvolgimento e profitto, respirando l’afflato culturale e la grande eleganza della manifestazione, che siamo certi si prepara a traguardi ancora più importanti e all’istituzione di un concorso di ampia risonanza”.

Dal 19 al 25 settembre Taobuk ha così accolto oltre 100 autori e relatori, con un afflusso di 35.000 presenze, che hanno affollato incontri e tavole rotonde, mostre, happening e altri eventi, programmati al Teatro Antico, in Piazza IX Aprile e in altri luoghi storici della Perla dello Jonio. Grandi nomi come – oltre a Pamuk e Ben Jelloun – lo statunitense David Leavitt, l’argentino Marcelo Figueras, la cantante israeliana Noa, campioni della legalità quali Don Ciotti, il magistrato Nino Di Matteo e il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, il giallista Marco Malvaldi, i giornalisti Alessandro Cannavò e Lirio Abbate, Stefano Benni, Vinicio Capossela, Alessandro D’Avenia, Marco Missiroli, Nicola Lagioia, Maurizio De Giovanni, per non citare che alcuni degli intervenuti. E ancora due campioni dell’enogastronomia, Carlo Cracco e Oscar Farinetti. Tutti hanno contribuito individualmente e coralmente ad approfondire il concept dell’edizione 2015: un tema di alti contenuti ideali e civili, incentrato sulla necessità di abbattere gli ”ultimi muri”, ossia i pregiudizi razziali, religiosi, sociali, etnici e simili, che accendono gli scontri tra i popoli. “I numeri dell’edizione 2015 – evidenzia il presidente Antonella Ferrara – sono in crescita anche rispetto alla ricca edizione dello scorso anno. Franco Di Mare ed io ne siamo orgogliosi: questo riscontro eccezionale esalta il brand di Taormina e la sua storia di città d’arte e letteraria. La nostra progettualità fa leva sul richiamo turistico della Città dello Ionio, sul suo cosmopolitismo: il festival ha saputo parlare in tutte le lingue e a tutte le lingue, in un scambio artistico e culturale intessuto di vivide emozioni”.

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