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“Alla presenza del Segretario Generale Massimo Raso si è Insediato formalmente il “dipartimento politiche ambientali e territoriali” che è diretto da Enzo Iacono e che, nel suo gruppo originario, è composto da Franco Gangemi, Ilenia Capodici, Lillo Bruccoleri
L’articolazione interna della CGIL Agrigentina si occuperà di affiancare il lavoro della Segreteria con specifico riferimento alle materie di: Acqua, Rifiuti e delle problematiche Ambientali.
Questo gruppo di lavoro “originario” sarà arricchito, nelle prossime settimane da apporti che arriveranno dai “comitati degli iscritti” che verranno costituiti nei vari comuni della nostra provincia. L’incontro è servito per una panoramica generale sulle questioni aperte su queste tematiche anche alla luce delle novità legislative intervenute.
La CGIL ritiene che sia giunto il momento che, demagogia a parte, su acqua e rifiuti si possa arrivare ad una “operazione verità” per comprendere e rendere chiaro a tutti come si arriva a quelle esosissime fatturazioni; analizzare ogni singolo aspetto per capire dove e come si sprecano tante risorse e, soprattutto, come arrivare ad una gestione equa e sostenibile del sistema integrato delle acque e dei rifiuti.Su questi temi la CGIL insieme alla Funzione Pubblica, alla Filctem ed alla Federconsumatori organizzeranno nelle prossime settimane momenti di confronto pubblico, anche con soggetti della società civile organizzata in comitati civici.
La CGIL ha preso atto con preoccupazione ed amarezza della decisione (l’ennesima!) del Governo Regionale di utilizzare la discarica di Siculiana quale luogo dove ospitare i rifiuti dell’ennesima crisi di Bellolampo (Palermo).E’ scandaloso il modo di affrontare la questione rifiuti in Sicilia e questo vivere in perenne emergenza e siamo preoccupati (lo abbiamo detto in tutte le lingue anche altre volte!) sia dei disagi che questo comporta per quella parte di territorio sia della possibile saturazione della discarica di Siculiana che costringerebbe ad una emigrazione dei nostri rifiuti con costi che graveranno sulla collettività agrigentina”.

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