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Mandrarossa Vineyard Tour 2015

Una viticoltura integrata e maggiormente sostenibile. E’ questo il futuro del vino in Italia. Obiettivo ambizioso per il quale occorrerà investire nella scienza e scommettere sull’innovazione genetica e sulla creazione di nuovi vitigni resistenti alle malattie e nuovi portainnesti. Se ne è parlato all’Expo 2015, in un convegno promosso e organizzato da Fedagri-Confcooperative nella Cascina Triulza. Si sono confrontanti ricercatori, docenti ed esperti provenienti da tutta Italia.

L’innovazione e la ricerca in viticoltura si sono posti come obiettivo principale negli ultimi anni, spiega una nota, l’introduzione di nuove varietà resistenti alle malattie e nuovi portinnesti, anche in considerazione degli attuali modelli viticoli e dei cambiamenti climatici in corso. Si intende allo stesso tempo dare risposte alla crescente attenzione da parte delle aziende vitivinicole all’ambiente e alla salubrità dei prodotti. È solo attraverso la creazione di nuove varietà resistenti e nuovi portinnesti – hanno spiegato gli esperti – che sarà infatti possibile conseguire obiettivi importanti come la riduzione della chimica nella lotta ai parassiti, la riduzione degli apporti idrici e dei fertilizzanti, il mantenimento della biodiversità tellurica, il miglioramento genetico per le resistenze.

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