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“Sono siciliano, amo la mia terra e l’ho servita anche se ho commesso degli errori. Mi dispiace correggerla, so che non sopporta essere contradetto, ma non tornerò in politica, è finito per sempre il mio tempo per questa politica”. Lo scrive l’ex presidente della Regione siciliana, Totò Cuffaro, nella lettera inciata all’attuale Governatore, Rosario Crocetta, che in un’intervista al Giornale di Sicilia dava per certo il suo ritorno in politica, anche se dietro le quinte, una volta uscito dal carcere di Rebibbia, dove sta scontando una pena di 7 anni per favoreggiamento a Cosa nostra.

“Vivere cinque anni in una cella non è stato facile ma non ho perso la ragione – scrive Cuffaro -. I siciliani, tutti, si aspettano che lei lavori per far crescere la Sicilia e mi addolora dirle che questo non sta succedendo”. “Si sforzi – aggiunge Cuffaro – di considerare persone perbene tutti i siciliani, anche quelli che a suo tempo hanno scelto me come presidente, d’altronde sono soltanto il quadruplo di quelli che hanno scelto lei, i quali, io sono certo, sono persone perbene e in buona fede”. Cuffaro, dopo un raffronto tra i risultati ottenuti quando era al Governo della Regione e quelli della gestione Crocetta, sottolinea: “Non cerco giustificazioni né assoluzioni, sto scontando per intero la mia pena politica oltre che quella giudiziaria, ma ho creduto opportuno farle questa breve riflessione e ricordarle qualche dato, chissà magari potrà servire”.

Infine, in merito ad un suo eventuale ritorno in politica, commenta: “Lei dice che sa che tornerò in politica, lei è convinto di sapere sempre tutto ma stavolta non sa, anzi sa male. Se politica, come io credo, è contribuire a fare del bene, io non l’ho lasciata, mi sono impegnato a farla anche in carcere. Il 16 dicembre, finita tutta e per intero la mia pena e presomi il giusto tempo per stare con mia madre, mia moglie e i miei figli, lo rassicuro e lo tranquillizzo, ho già preso contatto e andrò in Burundi a fare il medico volontario presso l’ospedale Cimbaye Sicilia, l’ospedale che, quand’ero Presidente, la Regione Siciliana ha finanziato con i soldi del Fondo della Solidarietà. Signor presidente se quando finirà di fare il presidente volesse venire in Burundi lo accoglierò con sincero affetto”.