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“La cosa sulle pensioni si fa, ma non si fa arraffazzonata, improvvisata. Dobbiamo essere sicuri che si facciano pasticci”. Così il premier Matteo Renzi, a Rtl 102.5, parlando della riforma pensioni che ha deciso di rinviare al 2016. “Di alcune leggi fatte in maniera improvvisata in passato le conseguenze ammontano ad alcuni miliardi di euro. Preferisco aspettare qualche mese, sentire anche le persone e fare le cose per bene”, aggiunge Renzi. Il premier assicura: “Sono pronto a chiuderla nell’arco di pochi mesi. Ma l’importante e’ non fare una cosa arraffazzonata. Ne ho parlato anche con Boeri. Ne parlero’ con Poletti. Vogliamo ascoltare quella fascia di persone in procinto di andare in pensione, anche per avere una stima di quante sono”.

Riforma pensioni fuori dalla legge di Stabilità. Mentre sulla questione si accende lo scontro nel Partito democratico rinviata al 2016 la partita della flessibilità (ma non e’ escluso che possa maturare qualche decisione nel corso dell’iter parlamentare), potrebbe invece trovare soluzione il nodo esodati e per opzione donna (costo circa 800 milioni). Da coprire anche i 500 milioni strutturali per la rivalutazione degli assegni dopo la sentenza della Consulta.