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mafia

“È con grande tristezza e amarezza che scrivo queste righe per condannare fermamente l’atteggiamento superficiale di alcuni cittadini di Bivona. Sono qui dare la mia piena solidarietà alla famiglia Cutrò”. È quanto scrive in un messaggio al testimone di giustizia Ignazio Cutrò, Vincenzo Conticello, ex imprenditore e anche lui testimone di giustizia, commentando le dichiarazioni di alcuni concittadini di Cutrò di Bivona (Agrigento) che non risparmiano critiche alla famiglia Cutrò. “Ciò che è emerso dalle interviste rilasciate da alcuni cittadini di Bivona, che si riassume nell’invito ai Cutrò a lasciare la loro amata terra e alle insinuazioni sull’arricchimento dello stesso perché da ex imprenditore abbia accettato di essere un impiegato pubblico, con un salario di circa 1000 euro, è davvero inaccettabile – scrive Conticello nel messaggio a Cutrò rilanciato dall’Adnkronos – Questa cecità ci dà ancora una volta una sconsolante immagine del radicamento della mafiosità nella nostra società civile. In altre culture i signori Cutró sarebbero stati visti dai loro concittadini come l’esempio del riscatto dei cittadini onesti contro l’oppressione mafiosa. Auspico che un numero più grande di cittadini possano essere sempre più sensibili e vicini a persone come i testimoni di giustizia che con un semplice gesto di denuncia si sono ritrovati a perdere tutte le cose materiali per mantenere alta la loro dignità”.

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