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“Alcune voci, diffuse anche a mezzo stampa, che paventano la chiusura del reparto di terapia intensiva di cardiologia presso l’ospedale di Canicattì sono da considerare assolutamente infondate e fuorvianti”. E’ quanto afferma il direttore generale dell’ASP di Agrigento, Salvatore Lucio Ficarra, a margine di una routinaria visita di ricognizione e monitoraggio strutturale condotta recentemente presso il “barone Lombardo”. “Affermazioni come questa – continua il dottor Ficarra – ipotizzando situazioni di rischio per l’utenza suscitano ingiustificati timori nella collettività e si caratterizzano come azioni di procurato allarme. L’UTIC di Canicattì continuerà a funzionare regolarmente come peraltro previsto sia dall’atto aziendale dell’Asp di Agrigento sia dal decreto assessoriale 46/2015 in materia di riqualificazione e rifunzionalizzazione della rete ospedaliera-territoriale della Regione Sicilia”.

La visita presso il presidio ospedaliero di Canicattì, per quanto inserita nel consueto iter di verifica strutturale, ha assunto un particolare rilievo a seguito dei recenti rilievi mossi da un deputato regionale sulle criticità esistenti presso il nosocomio. Secondo il direttore generale dell’Asp “è relativamente facile puntare il dito su una struttura complessa come un ospedale che, innegabilmente, presenta alcuni punti deboli. Più complesso è trovare le risorse finanziarie connesse o proposte risolutive percorribili che coadiuvino l’operato della direzione strategica Asp”.

Nel corso della ricognizione strutturale presso il “barone Lombardo” il direttore Ficarra ha preso atto che sono già in corso le soluzioni per la manutenzione degli ascensori nonché, di concerto con i responsabili delle singole unità operative e dell’area tecnica, gli adeguamenti da porre in essere per il miglioramento sia dei locali del Pronto Soccorso (servizio presso il quale, peraltro, sono stati destinati due nuovi fotocopiatori polivalenti) che di quelli della Farmacia Territoriale e del CUP.

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