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Duecentosessanta pagine e 154 immagini. E’  il contenuto dell’informativa che racchiude le testimonianze dell’accusa in relazione all’uccisione del piccolo Loris Stival, il bimbo di 8 anni il cui corpo è stato trovato il 29 novembre scorso in un canalone di Santa Croce Camerina. Le testimonianze contenute nel documento, raccolte da polizia e carabinieri di Ragusa, sono state consegnate alla Procura di Ragusa, che coordina le indagini con il capo dell’ufficio, Carmelo Petralia, e il sostituto Marco Rota. Per il delitto è indagata la madre, detenuta nel carcere di Agrigento. L’informativa, in particolare, racchiude il percorso di quel giorno e della settimana precedente della donna ripreso da decine di telecamere.

Poi ci sono le testimonianze. Il proprietario di un bar che “esclude categoricamente di aver visto” la mamma accusata del delitto di passare davanti all’esercizio commerciale o una commerciante che conferma di “avere visto raramente Veronica Panarello entrare l’auto all’interno del garage”. Sono alcune delle testimonianze raccolte da polizia e carabinieri di Ragusa nell’informativa agli atti dell’avviso di conclusione indagini della Procura sulla morte del piccolo Loris di 8 anni, il cui corpo è stato trovato il 29 novembre dello scorso anno a Santa Croce Camerina, nel ragusano. Per l’omicidio è indagata la madre, attualmente detenuta nel carcere di Agrigento. Dall’informativa emerge il forte scontro verbale tra i genitori della vittima intercettati in carcere. Inoltre, secondo polizia e carabinieri alcune partecipazioni di familiari della donna accusata a trasmissioni televisive “avrebbero un fine economico”, ma anche quello di “convincere l’opinione pubblica dell’innocenza di Veronica“.