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“Girgenti Acque, gestore della rete idrica di Agrigento e di diversi comuni dell’agrigentino, a seguito della risoluzione di contratti per morosità e al ritiro del contatore idrometrico e la definitiva chiusura della presa idrica, ha pensato di disconnettere i propri utenti dall’allacciamento alla pubblica fognatura/depurazione. L’azione, oltre che aggressiva va contro ogni principio etico e sanitario. Vengono così violati i diritti fondamentali, garantiti dall’art. 32 della Costituzione che obbligano all’osservanza anche i privati gestori di servizi pubblici”. E’ quanto si legge in una interrogazione con richiesta di risposta orale urgente in Aula dell’onorevole dell’Udc all’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, rivolta al Presidente della Regione, all’Assessore Regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità all’Assessore alla Sanità e al Commissario del Libero Consorzio comunale di Agrigento, Marcello Maisano. “Non si può lasciare ai gestori privati la facoltà di decidere del distacco dell’acqua e degli allacci fognari. Girgenti Acque adotti specifiche procedure di garanzia vista l’importanza di servizi fondamentali come quello fognario, necessario per la vita quotidiana che non può essere suscettibile ad una mera valutazione economica. E’ imbarazzante, oltre che sgradevole – conclude la deputata centrista – l’atteggiamento di Girgenti Acque. Il “grave inadempimento”, come si legge nelle lettere inviate agli utenti morosi, non è paragonabile al danno sociale ed etico-sanitario che il gestore privato sta causando ad intere famiglie”.

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