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Il gip di Palermo Agostino Gristina ha disposto la trascrizione delle telefonate tra Matteo Tutino e Rosario Crocetta, ma ha limitato l’oggetto della perizia solo alle captazioni messe a disposizione dalla Polizia giudiziaria. Lo ha deciso il giudice, in udienza, respingendo la richiesta di revoca dell’ordinanza di ammissione dell’incidente probatorio, avanzata dalla Procura di Palermo, rappresentata in aula dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dal sostituto Claudio Camilleri. Si tratta del procedimento relativo all’indagine sulla presunta telefonata tra Crocetta e Tutino in cui quest’ultimo avrebbe pronunciato la frase “Lucia Borsellino va fatta saltare. Come il padre”. Una notizia riportata dal settimanale l’Espresso lo scorso 17 in un articolo firmato da Piero Messina e Maurizio Zoppi e smentita piu volte dalla Procura di Palermo che ha poi indagato i due giornalisti per diffusione di notizie false e esagerate e calunnia. La difesa ha chiesto il riascolto, tramite incidente probatorio, di tutte le conversazioni comprese quelle presenti nei brogliacci. Il gip invece ha limitato il lavoro a quelle tra Crocetta e Tutino. A difendere gli indagati il professore Carlo Federico Grosso (per L’Espresso) e gli avvocati avvocati Nino Caleca e Marcello Montalbano per Maurizio Zoppi e l’avvocato Fabio Bognanni per Piero Messina. “E’ iniziata la discovery delle carte della Procura. Noi siamo convinti che la telefonata esista. Ma vogliamo anche precisare che questa vicenda non nasconde nessun complotto”, hanno detto i tre legali secondo quanto riferisce l’Agi. L’incidente probatorio era stato richiesto dalla difesa dei giornalisti indagati per diffusione di notizie false ed esagerate e per calunnia, dopo la pubblicazione di un articolo, pubblicato su L’Espresso il 17 luglio scorso: secondo la presunta intercettazione – piu’ volte smentita dalla Procura – il medico Matteo Tutino parlando dell’ex assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino avrebbe detto che “va fatta fuori. Come il padre”, “I giornalisti hanno agito nella piena consapevolezza – hanno proseguito – di esercitare il loro dovere di cronaca”.