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Una bottiglia incendiaria è stata lanciata a Licata contro un immobile confiscato alla mafia e acquisito al patrimonio del Comune. Recentemente l’edificio era stato al centro di un dossier dell’associazione “A testa alta” che aveva denunciato degli usi difformi del bene, a seguito del quale il Comune ha anche avviato una serie di verifiche. Per l’associazione il grave episodio, “rappresenta uno sprone maggiore per continuare e a fare sempre meglio. Molti beni acquisiti al patrimonio comunale versano da anni in stato di abbandono e attendono di essere restituiti alla comunità, e in particolare all’uso sociale”. L’associazione ha chiesto di incontrare il sindaco Angelo Cambiano, al quale presenterà, riferisce l’Agi, “proposte per tentare di uscire da questo impasse dopo anni e anni di indifferenza e pericolosa irresponsabilità politica e burocratica che ha ostacolato il recupero e il riuso sociale dei beni confiscati alla mafia”.

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