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(AGI) – Roma, 22 ott. – Un nuovo, ennesimo, allarme contro la corruzione. Sergio Mattarella, nel giorno in cui riceve al Quirinale i Cavalieri e gli Alfieri del Lavoro, tuona ancora contro la corruzione e mette in guardia istituzioni ed imprese: senza legalita’ non c’e’ crescita. Il Capo dello Stato presiede la cerimonia di consegna delle insegne ai nuovi Cavalieri del lavoro e gli studenti Alfieri del lavoro, e proprio mentre scoppia un nuovo caso di corruzione per appalti in Calabria, torna a scuotere l’intera societa’ italiana, dalle istituzioni ai singoli cittadini, ricordando che “legalita’ e lotta alla corruzione sono condizioni irrinunciabili per la nuova crescita italiana”. Non un principio meramente etico, e gia’ non sarebbe poco, ma un caposaldo della dottrina economica, insomma, dovrebbe far scegliere la strada della legalita’. Perche’ solo estirpando la corruzione si puo’ far ripartire in modo sano la crescita. Lo Stato dovra’ impegnarsi per assicurare alle imprese condizioni amministrative, fiscali e ordinamentali per farle crescere. Ma le imprese dovranno garantire “i valori di onesta’, trasparenza, lealta’ e responsabilita’ sociale”. Perche’ senza credibilita’ si perde “la fiducia del consumatore e della collettivita'” come dimostrano i recenti casi di risonanza mondiale. Ma il Capo dello Stato ha affrontato anche il tema del lavoro, in tutte le sue declinazioni. Innanzitutto lanciando un appello al mondo imprenditoriale perche’ ricordi che la creazione di ricchezza ha valore se si traduce in posti di lavoro. E con la fine della crisi alle viste questo ha un valore ancora maggiore, per sanare le diseguaglianze che si sono create. “Il lavoro � il fondamento della Repubblica” ricorda Mattarella citando la Costituzione. Il lavoro e’ cambiato, cambiera’ e “non dobbiamo avere paura dell’innovazione, anzi dobbiamo esserne artefici”, ma resta “il mastice di un corpo sociale”. Dunque non dobbiamo rassegnarci alla mancanza di lavoro perche’ esso “e’ la priorit�, a partire dal lavoro femminile e da quello per i giovani”. La nota positiva non manca, dopo una lunga crisi “in questi mesi abbiamo registrato dati incoraggianti di ripresa”. E Mattarella sottolinea che se e’ vero che “le principali istituzioni finanziarie internazionali hanno colto questi nostri segnali di maggior fiducia”, ora pero’ “tocca a noi consolidare e rafforzare”, senza disperdere la fiducia riguadagnata. E cavalcare l’onda della ripresa “e’ una sfida” per tutti. Lo e’ per le imprese, perche’ “abbiamo bisogno di imprenditori che mettano in campo nuovi progetti, sappiano scrutare un orizzonte pi� ampio, sappiano investire”. Lo e’ per le istituzioni che devono aiutare le imprese, lo e’ per tutta la societa’ e i corpi intermedi, che pur nella diversita’ di opinioni e interessi sulle ricette migliori, devono restare coese. Insomma, legalita’, innovazione, unita’ e occupazione. Non sono certo esaustive, ma sono di certo alcune delle parole chiave con cui il Capo dello Stato suggerisce si possa affrontare la vera sfida dei prossimi mesi: l’uscita stabile dalla crisi. (AGI)
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Source: New feed Politica Italia

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