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(AGI) – Roma, 23 ott. – La legge di Stabilita’ e’ in dirittura d’arrivo, pronta per essere vagliata dal Colle. Legge attesa dalle opposizioni che piu’ volte, negli ultimi giorni, avevano lamentato l’assenza di un testo che andasse oltre i tweet illustrati dal premier Matteo Renzi in conferenza stampa. Nell’attesa di leggere i contenuti nero su bianco, il presidente del Consiglio – che da oggi al 29 ottobre accompagnato dai vice ministri Carlo Calenda e Mario Giro insieme ai rappresentanti delle principali imprese italiane sara’ in Cile, Peru’, Colombia e Cuba, – tramite la sua enews rassicura sul fronte piu’ caldo, quello delle tasse: “A chi dice che aumenteremo altre tasse, dico che nel 2016 nessun Comune o Regione le potra’ alzare rispetto al 2015, per legge!”. E ribadisce l’intenzione di varare una misura che impedisca agli amministratori locali di alzare le tasse. Ma il presidente del Piemonte e della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, ha espresso dubbi in proposito: “Non credo che sia possibile” inserire nella legge di Stabilita’ una misura per impedire alle Regioni e ai Comuni di aumentare le tasse. “Al massimo – osserva – puo’ esserci una moral suasion… Di certo nessuno di noi ha intenzione di alzare le tasse”.

In ogni caso, Renzi insiste: “Vi ricordate una legge finanziaria del passato con una riduzione di tasse di questo genere? Ditemelo, vi prego. Se ve la ricordate, ditemelo. Io non me la ricordo”. Il premier sostiene che l’anima della legge di Stabilita’ “e’ l’investimento nel sociale: soldi in piu’ – spiega – contro la poverta’ (piu’ 700 milioni rispetto al 2015), soldi in piu’ per il sociale, dall’autosufficienza al dopo di noi (piu’ 200 milioni rispetto al 2015), soldi in piu’ per la sanita’ (piu’ un miliardo rispetto al 2015), soldi in piu’ per famiglie e bambini (piu’ 400 milioni rispetto al 2015). La forza dei numeri dimostra che la realta’ e’ piu’ forte delle fantasie dell’opposizione”. Ma anche il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, non crede alle parole di Renzi che, sottolinea, “e’ noto da sempre per essere chiamato ‘il bomba’, vale a dire un pallonaro” e, accusa, “nel suo primo anno di governo le tasse le ha aumentate, di due decimali. Questa e’ una certezza”. Tra l’altro, nel primo pomeriggio aveva twittato: “Grande imbarazzo di Mattarella. Legge stabilita’ finalmente arrivata al Colle ma senza tabelle e con buchi…”.

Altro fronte polemico con M5S che accusa il premier di “barare sul gioco d’azzardo e giocare alle tre carte”. Ma Renzi replica deciso che i punti gioco scenderanno da 22mila a 15mila. “Da qualche giorno – scrive il presidente del Consiglio su enews – i deputati 5 Stelle accusano il governo di favorire la ludopatia. Cioe’ di agevolare il gioco d’azzardo e la slot-mania. Al punto che, questa e’ la tesi dell’accusa, il governo avrebbe intenzione di mettere a gara ventiduemila licenze per i giochi. Non entro nel merito della battaglia antiludopatia che insieme ad altri stiamo facendo da molto tempo. Mi limito alla realta’. Ventiduemila sono, piu’ o meno, i punti gioco aperti oggi (non tutti regolari, al momento). Con il nostro governo saranno ridotti a quindicimila. E segnatamente i bar con le macchinette verranno ridotti: da seimila potranno essere al massimo mille”. Per il premier “la verita’ e’ semplice: noi stiamo riducendo i punti gioco in Italia e combattendo cosi’ l’azzardo. Chi dice il contrario mente. E non e’ che se lo dice il Blog dell’Elevato (in arte Beppe Grillo) diventa vero. La realta’ e’ piu’ forte delle balle a cinque stelle”. .

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Source: New feed Politica Italia

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