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(AGI) – Roma, 23 ott. – “Io non ho mai, ripeto mai, usato denaro pubblico a fini privati”. Lo ribadisce il sindaco dimissionario di Roma Ignazio Marino in una intervista a Repubblica. Forse, afferma, “e’ stato un errore” non aver convocato subito una conferenza stampa per contestare le accuse “ma non volevo che i magistrati leggessero sui giornali cio’ che non avevo ancora raccontato loro. Mi sono dimesso perche’ volevo andare da loro (i magistrati ndr) senza alcuna protezione, diciamo cosi’, formale. E dunque non come sindaco ma come sindaco dimissionario. Ho raccontato ogni piccolo dettaglio. A cominciare dal fatto che io non conoscevo l’esistenza dei giustificativi di spesa. Io lasciavo le ricevute sui tavoli della mia segretaria e per me la cosa finiva li”. Colpa degli impiegati? “Ma no – ribatte Marino – sono persone che hanno fatto del loro meglio e in buona fede, dovendo giustificare nella primavera del 2014 spese di undici mesi prima, utilizzando la mia agenda elettronica”. E a proposito della voce su una polizza per il risarcimento danni stipulata prima di dimettersi Marino ha detto:”non ho stipulato alcuna polizza benche’ questa sia una prassi seguita da moltissimi tra i dirigenti e gli amministratori locali a Roma come nel resto d’Italia. Ho compilato il modulo ma poi ho deciso di non procedere con la richiesta”. E sulla vicenda di una cena con la moglie in un ristorante della Capitale, Marino ribatte: “quel ristoratore ha riconosciuto mia moglie su una foto che non e’ di mia moglie. E’ la foto che viene fuori su Google. Ma non e’ la sua. Di mia moglie non c’e’ neanche una foto sul web”. La donna che era con lui, “e’ una persona con la quale ho scritto tanti articoli scientifici, anche su Scienze”, spiega il sindaco dimissionario, “quella sera volevo solo convincerla a far parte del comitato per il museo della scienza che voglio realizzare a Roma”. .
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Source: New feed Politica Italia

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