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Ore frenetiche per la nascita del quarto Governo Crocetta. Il governatore della Sicilia non riesce ancora a chiudere la formazione del nuovo governo per i dissidi interni al Pd, con i ‘renzianì che prendono tempo. Vogliono attendere l’esito dell’incontro che domani il presidente della Regione avrà a Roma con i sottosegretari De Vincenti e Bressa, per capire quali impegni sulle riforme il governatore porterà al tavolo romano per strappare l’eventuale accordo sul ripianamento del disavanzo da 1,9 miliardi che grava sul bilancio del 2016, tutto ancora da costruire.

Governo Crocetta 4. Ma c’è anche la questione della rappresentanza in giunta, con i renziani che ritengono fondamentale la riconferma di Alessandro Baccei, il tecnico di fiducia con la delega all’Economia, indicato un anno fa dal ministro Delrio, e malvisto da pezzi della maggioranza. Paletti indigesti a Crocetta che spinge per formare il nuovo governo prima di prendere l’aereo per Roma. Ieri sera, a Palermo, il segretario del Pd siciliano, Fausto Raciti, proprio per dare la sterzata finale. “Potevo scegliere tra un governo del presidente o un governo politico, ho scelto quello politico e lo proporrò fino alla fine. Ma non c’è più tempo, basta col giochetto delle percentuali”, è l’ultimo appello lanciato nel pomeriggio da Crocetta ai partiti tramite l’Ansa. Perchè “la Sicilia ha bisogno di coesione, unità, azioni forti che accelerino il processo di cambiamento, di vere riforme, di pace e di tranquillità”.

Scontri per le poltrone. “Basta con gli scontri continui per le ambizioni personali di ognuno di noi”, incalza il governatore. Che ricorda come “negli ultimi tre anni abbiamo dato vita a tre governi ma ogni volta la squadra non andava bene a qualcuno: il primo governo, quello del presidente, perchè i partiti non avevano un ruolo; il secondo perchè parte del Pd era rimasto fuori e devo dire che non andava bene neppure a me; il terzo, quello attuale, composto da tecnici, espressione dei vari partiti, poi allargato all’ex capogruppo del Pd in Assemblea infrangendo il tabù della partecipazione dei parlamentari al governo”. “Ora tutti quanti chiedono di collegare il governo al mandato elettorale dei deputati – avverte – Coerentemente a questi inviti ho informato i partiti della coalizione dell’azzeramento dell’attuale giunta e ritengo che la formazione del nuovo governo non può essere più ritardata”.

Vertice a Roma. Crocetta poi separa la questione del rimpasto con il vertice di oggi a Roma. “L’incontro col governo nazionale non è l’ora x della soluzione di tutto, ne la verifica dei rapporti politici; legare dunque l’esito del vertice con la formazione della nuova giunta regionale è chiaramente strumentale”, è il messaggio ai ‘renzianì del sottosegretario Davide Faraone. Ma sono ore febbrili anche in casa Ncd. Il partito di Alfano è spaccato, con alcuni dirigenti contrari all’indicazione di un “tecnico” nella nuova giunta nell’alveo dell’intesa con Pd e Udc sulle riforme.

“Crocetta è come il Titanic, destinato ad affondare per la sua inconsistenza, Ncd non deve e non può prestarsi a fare da scialuppa di salvataggio”, dicono i deputati Nino Bosco e Nino Minardo. Ma Dore Misuraca, responsabile nazionale degli Enti locali di Ncd, prova a stemperare: “Il nostro sarà, esclusivamente, un appoggio esterno alle riforme”. Intanto, il giudizio di Forza Italia è tranchant: “Crocetta e il Pd danno vita, senza alcuna vergogna, alla grande ammucchiata di incapaci, transfughi e faccendieri che finalmente coronano il loro sogno di gestire potere, garantirsi posizioni, occupare poltrone e acquisire ulteriori strapuntini”.

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