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Intervenedo all’assemblea nazionale annuale dell’Anci, a Torino, dal titolo “L’Italia che crede, che ama, che lotta, l’italia che vince” sul tema delle unioni e fusioni dei Comuni, il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto ad una precisa domanda del vice direttore del Tg1, Andrea Montanari sull’argomento ha dichiarato: “In Italia dal 1995 al 2011 sono state registrate nove fusioni con 24 comuni italiani interessati. Dal 2013 al 2014, ben 61 Comuni hanno partecipato a nuovi processi di fusione. Ciò è avvenuto soprattutto nel nord Italia interessando piccole realtà comunali per efficientare servizi e ridurre la spesa. Occorre andare oltre, considerando il gonfalone non più un tabù, Mi chiedo per esempio se realtà non piccolissime come Porto Empedocle, che ho avuto il privilegio di amministrare, nata appena 150 anni fa sulla scia di un impulso proposto da Luigi Pirandello, abbia ancora senso mantenere in piedi due realtà comunali che non rispondono ad una programmazione economica comune nell’ambito di un territorio stretto. Ciò significa fare in modo che le fusioni rispondano non solo ad efficienza di spesa come fino ad oggi è accaduto ma ad un disegno di crescita economica e omogenea dei territori. Molte aree del territorio italiano si stanno svuotando. Molti residenti lasciano verso aree a maggiore intensità di popolazione. Occorre quindi una sfida culturale che vada verso la crescita e le fusioni di Comuni costituiscono a mio avviso una opportunità. Per procedere convintamente si impongono procedure semplificate ed un sistema premiante nei trasferimenti statali e regionali, nel Patto di Stabilità e in altre forme accessorie”.

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