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Dario Lo Bosco, arrestato giovedì scorso con l’accusa di induzione alla concussione, si è dimesso dalla presidenza di Rete Ferroviaria Italiana dopo aver lasciato anche la presidenza dell’Ast. Attraverso il suo legale, l’avvocato Bartolomeo Romano, ha comunicato la sua decisione a Rfi. Lo Bosco, accusato di avere intascato una mazzetta di 58.650 euro dall’imprenditore agrigentino Massimo Campione, nella lettera di dimissioni ribadisce la sua innocenza e l’intenzione di salvaguardare Rfi e dedicarsi alla sua famiglia.

“Pur essendo certo che la magistratura potrà, nei tempi più breve possibili, ristabilire la verità dei fatti riconoscendo la mia piena estraneita’ agli addebiti che mi sono stati rivolti, – scrive Lo Bosco secondo quanto riferisce l’Ansa – non voglio, in alcun modo, che una mia eventuale permanenza nella carica di presidente possa proiettare ingiustificate ombre anche sulla società alla quale sin qui, con passione e impegno, ho dedicato la mia vita professionale negli ultimi anni. In questo particolare momento di grave sofferenza personale – conclude – è mia intenzione dedicarmi esclusivamente alla mia famiglia”.