SHARE

“C’è un clima di odio intorno a noi, siamo soli e abbandonati dalla Istituzioni, bisogna reagire a questo stato di cose”. Così il “patron” di Girgenti Acque stamattina all’incontro con i giornalisti convocato dopo quanto avvenuto nei giorni scorsi a Cattolica Eraclea, dove un giovane pregiudicato, dopo che gli è stato staccato il contatore idrico per morosità, armato di coltello e bastone ha aggredito un operaio della società che gestisce il servizio idrico nell’Agrigentino e ha dato fuoco a un’auto dell’azienda. Girgenti Acque parla di “tentato omicidio” e non di minacce e aggressione, diversamente da quanto prospettato dalle accuse.
“Abbiamo organizzato oggi una conferenza stampa – ha spiegato – per richiamare l’attenzione, ancora una volta, proprio perché siamo soli. Siamo soli e abbandonati dalla Istituzioni. E dunque da soli stiamo cercando di difenderci e soprattutto di creare quelle condizioni civili di rispetto. Ci aspettavamo solidarietà umana. Invece il fatto che Girgenti Acque abbia qualche difficoltà probabilmente rappresenta la goduria di alcuni. Però voglio oggi dire che Girgenti Acque è presente, non ci abbattiamo perché non riceviamo la solidarietà come è normale che in casi analoghi venga espressa. Abbiamo subito un attentato in pieno giorno, qualcuno vorrebbe dire che questo è normale perché in alcuni casi provvediamo al taglio dell’acqua, però bisogna fare attenzione, perché così si può prendere una brutta piega, perché tutti potremmo essere autorizzati a reagire contro il rappresentate delle Istituzioni che ci viene a chiedere il pagamento delle tasse dirette e indirette. Noi facciamo parte – ha spiegato Campione – di quelle attività di gestione a garanzia soprattutto della legge e dello Stato. Noi siamo nel mezzo tra chi applica le regole e chi le esegue, noi applichiamo regole che altri ci impongono, per cui non credo che Agrigento debba essere un’eccezione. La bolletta idrica va pagata perché corrisponde a un servizio ricevuto. In ogni caso non tagliamo mai l’acqua alle persone meno abbienti. Infatti, nel caso specifico di Cattolica Eraclea, il signor Castellino, che doveva pagare 60 euro, non risulta al Comune tra quelli che hanno richiesto il bonus idrico”.
“Il richiamo – ha proseguito Marco Campione – è anche nei confronti di tutti gli utenti della provincia di Agrigento e soprattutto di quelli che approfittano di condizioni come questa per scagliarsi ancora una volta contro. Abbiamo letto su Facebook delle frasi che sono fuori dal mondo che non sono comprensibili. A questi signori chiedo, a parte una visita dallo psichiatra, chi li spinga a comportarsi in questo modo contro Girgenti Acque che compie un’attività affidata dallo Stato, garantisce i servizi primari dalla raccolta alla depurazione delle acque. Prendiamo spunto da questa vicenda che non è la prima, ricordiamo che una altro nostro operatore è stato aggredito l’anno scorso e altre auto ci sono state incendiate, per reagire con determinazione. Questi fatti – ha spiegato il presidente del cda di Girgenti Acque – non possono passare come se fosse la normalità. La reazione di tutti deve essere quella di rispettare le norme ma soprattutto punire i responsabili dei fatti accaduti”.
“Negli ultimi anni abbiamo migliorato una situazione drammatica dal punto di vista idrico nella nostra provincia, però ormai è facile attaccare Girgenti Acque perché noi siamo siciliani e si è diffusa l’opinione che noi ci stiamo arricchendo con la gestione dell’acqua. Stessa cosa non avviene con Sicilia Acque (società francese partecipata dalla Regione siciliana, ndr). Va chiarito un punto essenziale. La provincia di Agrigento non è dotata di acqua propria, per cui noi compriamo l’acqua da Sicilia Acque. Il nodo da sciogliere per evitare incrementi o diminuire il prezzo dei servizi idrici è il costo che Girgenti Acque paga a Sicilia Acque”.
“Fatti come questi – ha aggiunto l’ingegnere Marisa Macaluso, direttore del personale di Girgenti Acque riferendosi a quanto accaduto a Cattolica – non sono più tollerabili, il nostro operatore è stato attaccato da una persona che ha premeditato questo attacco, che voleva ammazzare il nostro dipendente. Ricevono continuamente insulti e minacce anche i nostri centralinisti. Ma noi, così come abbiamo l’obbligo di fornire acqua ai cittadini abbiamo l’obbligo di riscuotere il pagamento dovuto per il servizio erogato”.