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I carabinieri di Siculiana, diretti dal maresciallo Fabio Natale, e i colleghi del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Agrigento, hanno eseguito oggi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, richiesta della direzione distrettuale antimafia ed emessa dal tribunale di Palermo, a carico di un uomo di 48 anni, siculianese, accusato di estorsione aggravata dalla modalita’ mafiosa. A denunciarlo, facendo partire le indagini, è stato un imprenditore.

In manette è tornato Antonino Gagliano, 48 anni, di Siculiana proprietario di una ditta di calcestruzzo. “Gagliano – secondo la ricostruzione dell’Arma e della Dda di Palermo – mediante la fornitura di calcestruzzo ha commesso una serie di estorsioni aggravate dalla modalita’ mafiosa ai danni di un imprenditore della zona che nel luglio 2014 aveva anche subito una atto intimidatorio, episodio dal quale è scaturita l’indagine”. Attraverso le dichiarazioni della vittima è stato accertato che l’imprenditore con delle fatture “gonfiate”, per fornitura di calcestruzzo mai consegnato, avrebbe estorto diverse migliaia di euro.

Gagliano, il 26 giugno del 2012 era rimasto coinvolto nell’operazione antimafia denominata “Nuova Cupola” con una cinquantina di arresti. In manette, allora, era finito anche l’omonimo cugino di 42 anni considerato il capofamiglia di Siculiana, tuttora sottoposto al regime carcerario del 41 bis.

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