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La polizia e i carabinieri di Messina hanno eseguito una misura cautelare agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico nei confronti di 5 persone, tra dirigenti di Messinambiente ed imprenditori. Il provvedimento scaturisce da una complessa e articolata indagine avviata nel 2013 dalla quale è emersa la sistematica violazione della normativa prevista dal codice degli appalti per quel che concerne l’acquisizione di servizi e forniture da parte di enti e società pubbliche.

Ai domiciliari sono finiti Armando Di Maria, 60 anni, già amministratore unico e poi liquidatore della Messinambiente, Antonino Inferrera, 45 anni, funzionario amministrativo-contabile della società, Antonio Buttino, 42 anni, broker assicurativo e titolare della Bcm Insurance Broker Srl con sede a Barcellona Pozzo di Gotto, Marcello De Vincenzo, 50 anni, titolare della societa’ Mediterranea A. Srl, e Francesco Gentiluomo, 45 anni, titolare della società Gentiluomo srl.

La gestione di Messinambiente è stata accentrata nelle mani di Armando Di Maria (prima come direttore generale poi come amministratore unico e infine liquidatore della società sino al 2014, personaggio, afferma la Guardia di finanza, “privo di qualsiasi competenza manageriale, che ha demandato quasi interamente ai privati i servizi di competenza dell’ente, ivi compresi quelli rientranti nel core business dell’azienda”: dalla raccolta, per lunghi periodi affidata alla Seap di Agrigento, alla manutenzione di mezzi e cassonetti interamente demandata a ditte esterne, tra cui la Mediterranea A. di De Vincenzo, che faceva la parte del leone, e la Gentiluomo srl di Gentiluomo. Le indagini hanno permesso di appurare che in questi anni un ruolo preminente èstato assunto dal contabile della società Inferrera, braccio destro di Di Maria, influendo sulle piu’ rilevanti decisioni riguardanti la scelta dei partner privati di Messinambiente, spesso amici personali dello stesso Inferrera, sia sull’ordine preferenziale e sull’entità’ dei pagamenti erogati ai fornitori.

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