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Acqua pubblica, ecco il documento approvato dalla segreteria provinciale del Partito Democratico di Agrigento il 13 novembre scorso.

“L’approvazione della L.R. 11 agosto 2015 n. 19 è una conquista per la Sicilia e una vittoria del PD agrigentino e dei tanti sindaci che hanno contribuito a sostenere questa iniziativa politica e parlamentare.

L’articolo 1 ci consegna un principio inequivocabile che la Regione siciliana considera l’acqua bene comune pubblico non assoggettabile a finalità lucrative quale patrimonio da tutelare, in quanto risorsa pubblica limitata, essenziale ed insostituibile per la vita e per la comunità, di alto valore ambientale, culturale e sociale.

La legge, anche se parzialmente impugnata con atto del Consiglio dei Ministri, è comunque operativa e quindi è necessario che le amministrazioni locali predispongano gli atti utili alla transizione verso la gestione pubblica.

Questa fase non sarà semplice da gestire alla luce dei tanti soggetti coinvolti come la Regione Siciliana, Sicilia Acque, Girgenti Acque, ATO Idrico, Comuni, ex Provincia, ecc.. e ci vorrà un forte impulso e costante impegno degli amministratori locali perché si possa, in tempi ragionevoli, transitare il sistema.

Nel frattempo, nei comuni a gestione Girgenti Acque, si soffrono le carenze del servizio, i costi elevatissimi, i distacchi del servizio idrico e perfino fognario, l’acqua inquinata, mettendo a rischio anche la salute pubblica.

Gli amministratori e i dirigenti territoriali del PD presenti all’incontro, organizzato la scorsa settimana, hanno affrontato questi temi e hanno evidenziato tutte queste criticità ma anche la grande opportunità che la nostra comunità ha a disposizione attraverso la L.R. 19/2015 per ripristinare il diritto all’acqua per tutti i cittadini secondo le proprie necessità nel rispetto della Dichiarazione dell’ONU del 28 luglio 2010 e della Risoluzione del parlamento europeo dell’8 settembre 2015.

In una terra impoverita da una crisi infinita, che deve costatare quotidianamente l’impossibilità per molti di sostenere gli alti costi, apparirebbe equo il principio che l’acqua è un diritto traducendolo, nella pratica, con la gratuità di un quantitativo di acqua e/o utilizzando strumenti utili per determinare progressive fasce di esenzione.

Per questo pensiamo che insistere nei distacchi dei servizi idrici senza cercare forme alternative di riscossione e di lotta all’evasione è ineludibile, riteniamo quindi indispensabile modificare il Regolamento Utenza. Chiederemo un incontro al Commissario dell’ATO Idrico (Commissario dell’ex Provincia Regionale) per parlare di: tariffe, regolamento, atti di controllo dell’ATO sul gestore per i servizi erogati, gli investimenti effettuati e stato della depurazione sul territorio.

Riteniamo che va affrontato l’altro grande tema relativo al costo del servizio è quello dell’acqua che si acquista, a integrazione, da Siciliacque SpA. Un prezzo fissato a circa € 0,79 dal Presidente Totò Cuffaro, commissario straordinario per l’emergenza idrica, che nel 2004 mette in liquidazione l’EAS per costituire la Siciliacque SpA, di cui la Regione mantiene un 25% delle quote azionarie e che, per appena quattrocentomila euro, cede per quarant’anni l’intero sistema acquedottistico siciliano a una società che oggi, a seguito di cambi societari, è in mano alla multinazionale francese VEOLIA.

Anche su Siciliacque SpA il Governo regionale, prima possibile, dovrà cercare di intervenire per verificare tutte le condizioni di revisione e/o rescissione del contratto, atto indispensabile per contribuire alla riduzione delle tariffe rendendole così omogenee e sostenibili. Inoltre, la Regione Siciliana dovrà al più presto affrontare il tema della dispersione dell’acqua che raggiunge anche il 50%: un costo che non può essere ancora caricato ai cittadini.

Per tutto questo, l’approvazione della L.R. 19/2015 va colta come una grande opportunità e prendiamo atto positivamente delle scelte, pressoché unanime, dei consigli comunali di avvalersi della facoltà di cui al comma 6 dell’art. 5 della L.R.19/2015, stabilendo di aderire alla gestione in forma associata del servizio idrico anche attraverso i sub-ambiti garantendo la gestione unitaria e integrata del servizio finalizzata all’efficienza, economicità e qualità in un regime tariffario unitario.

Il PD di Agrigento istituirà un Forum permanente degli amministratori e dei dirigenti locali per seguire e accompagnare la transizione e la rilevazione, territorio per territorio, delle inefficienze e delle inadempienze del gestore privato”.

 

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