SHARE
Il premier Matteo Renzi a Lampedusa con il sindaco Giusi Nicolini

Ritorna anche nel 2015 la fibrillazione delle imprese isolane e dei cittadini che hanno fruito della moratoria fiscale nel 2011, quale aiuto straordinario alla crisi determinata dall’eccezionale flusso di migranti che si registrò in occasione della Primavera Araba. Anno dopo anno l’Amministrazione Nicolini è riuscita ad ottenere la proroga di quella moratoria fiscale, ma non è mai intervenuta una disciplina normativa per il rientro della sospensione dei tributi.
“Se le imprese dovessero pagare i tributi e le imposte del 2011 insieme a quelle dell’anno in corso, si sancirebbe il loro sicuro fallimento – dichiara il Sindaco Nicolini – occorre necessariamente un piano di rientro e il riconoscimento di uno sgravio fiscale come compensazione del danno subito”
Al Ffine di consentire il rientro dall’emergenza, senza costringere al fallimento gli operatori economici che hanno fruito di quella moratoria fiscale, è stata quindi chiesta una speciale disciplina per stabilire condizioni agevolate di pagamento del pregresso.
“Ci auguriamo – continua Nicolini – che in sede di legge di stabilità venga riconosciuta la legittima esigenza di evitare sofferenza finanziaria agli operatori economici locali che già scontano disagi e difficoltà dovuti all’insularità”

SHARE