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In paese non si parla d’altro. Tutti ancora sconvolti dal delitto di Giuseppe Miceli, il marmista sessantasettenne conosciuto e apprezzato per le sue qualità umane e professionali a Cattolica Eraclea. “Qui ci conosciamo tutti e del signor Giuseppe Miceli – ha detto Franco Borsellino – non si può che parlare bene. Un onesto lavoratore, appassionato di sport e grande tifoso dell’Inter”. Proprio della sua Inter parlava con fierezza sabato scorso con alcuni amici in un bar.

“Ci mancherà, siamo molto dispiaciuti per questa terribile morte di un concittadino per bene, instancabile lavoratore, disponibile e generoso”, ricorda Giuseppe Costa, titolare della Caffetteria Relax dove il signor Miceli andava quasi tutti i giorni a fare colazione prima di mettersi al lavoro. “Non  si fermava nemmeno la domenica. Il lavoro era la sua vera passione. Era una persona d’oro, così come tutta la sua famiglia, una famiglia perbene. Terribile quello che è successo, Giuseppe non meritava una fine così”, ha detto la signora Maria Randisi, una delle vicine di casa dell’uomo. “Era un bravo ‘ragazzo’ che si faceva i fatti suoi e non dava disturbo a nessuno”, ha aggiunto un’altra vicina di casa. “Una persona tranquilla molto impegnata nel lavoro”, ha affermato Giuseppe Alfano titolare di una frutteria in  via Oreto, a due passi dalla casa della vittima. “E’ stata una perdita terribile, abbiamo perso un grande amico e un concittadino che per le sue qualità professionali era apprezzato non solo a Cattolica Eraclea”, ha detto l’amico Pippo Falci. Diversi i commenti e i ricordi postati a “perenne memoria” anche su Facebook. “Riposa in pace signor Miceli, grande e onesto lavoratore”, ha detto il medico Maria Garufo. “Non importa – ha commentato sul social network Annalisa Giuffrida – quanto ognuno di noi possa averti conosciuto o apprezzato in questa vita. Queste notizie fanno gelare il sangue e pungono dritti al cuore. Una vita spezzata, distrutta, umiliata senza alcun diritto e rispetto”.

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