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L’imprenditore agrigentino Marco Campione, patron di Girgenti Acque, in cambio di favori dell’allora dirigente dell’Agenzia delle Entrate Pietro Pasquale Leto, avrebbe assunto la figlia del funzionario nella società che gestisce il servizio idrico nell’Agrigentino. E’ uno dei retroscena emersi dall’operazione che all’alba di oggi ha portato all’emissione di quindici misure cautelari. Arrestati sia Campione che Leto.

“Pietro Pasquale Leto, allora dirigente in servizio presso la Direzione Regionale delle Entrate di Palermo e dal 13 gennaio 2014 direttore della Direzione Provinciale delle Entrate di Agrigento, nella qualità di pubblico ufficiale, accettava la promessa da Marco Campione – sostengono gli inquirenti – di fare assumere a tempo indeterminato la propria figlia Francesca Leto presso l’ufficio legale Girgenti Acque, per compiere atti contrari ai propri doveri di ufficio”. “Segnatamente Pietro Pasquale Leto accettava la promessa di utilità di Campione quale corrispettivo: per fornire informazioni riservate in merito all’esecuzione di verifiche fiscali e/o comunque relative all’attività d’Istituto; più in particolare, per effettuare un provvedimento di autotutela non dovuto relativamente a un atto di irrogazione sanzioni scaturito da una verifica fiscale condotta dal 9 febbraio 2012 all’8 giugno 2012 dal Nucleo PT della Guardia di Finanza di Agrigento”. Quell’accertamento si era concluso con “la constatazione dell’omessa auto-fatturazione di operazioni imponibili ai fini Iva effettuate, e non registrate, dal Consorzio Acquedotto Tre Sorgenti nei confronti della Girgenti Acque per l’ammontare di 444.138,24 euro e imposta evasa per euro 44.414,00 (anno 2008)”.