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riforma province sicilia, crocetta
Rosario Crocetta, presidente Regione siciliana

L’Ars ha respinto la mozione di sfiducia contro il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. Presenti 80 deputati, favorevoli 28, contrari 50, astenuti due. La votazione è avvenuta per appello nominale; per l’approvazione sarebbe stata necessaria la maggioranza assoluta, ovvero 46 voti favorevoli. Si tratta della terza mozione di sfiducia in tre anni, tutte con lo stesso esito e promosse dal Movimento cinque stelle, nell’ultimo caso con il sostegno di Forza Italia e Lista Musumeci.
Ha retto, dunque, la prova della sfiducia la maggioranza di Crocetta. Hanno votato no anche i deputati e i gruppi che dopo il varo del quarto governo erano fortemente insofferenti: quelli del Megafono e di Sicilia futura, in particolare. A rasserenare gli animi, certamente, anche gli equilibri raggiunti con gli uffici di presidenza delle commissioni recentemente ricostituiti. Astenuto Toti Lombardo del Pds-Mpa, figlio dell’ex governatore. Assenti alcuni deputati Udc. E non era presente pure l’ex Pd Francesco Rinaldi, fedelissimo di Francantonio Genovese, entrambi passati sotto le insegne di Forza Italia.
“Io sono sfiduciato ‘su base annua’, o quando meno ci provano; nessuno invece ha provato a sfiduciare i cinque presidente condannati, Cuffaro compreso”. Lo ha detto il governatore siciliano Rosario Crocetta, replicando al dibattito sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti, la terza in tre anni, una mozione questa del Movimento 5 stelle e appoggiata da ampi settori del centrodestra, “banale e senza fondamento nè contenuto”. E ha aggiunto: “Sinceramente ho difficoltà nel vedere qualcuno dei presenti a sostituirmi. Mi riferisco agli ex candidati. Chi ha perso le elezioni faccia opposizione, non faccia mozioni. Per quanto mi riguarda, dormo molto bene perchè ho la coscienza a posto”.

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