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Si è aperto ieri nel carcere di Opera, alle porte di Milano, per concludersi stasera, il sesto congresso dell’associazione Nessuno Tocchi Caino, intitolato “Spes contra spem”, in riferimento alla Lettera di San Paolo ai Romani e al passaggio della incrollabile fede di Abramo che “ebbe fede sperando contro ogni speranza”. Il carcere di Opera ha un’alta densità di ergastolani, che partecipano ai lavori portando le loro testimonianze. Partecipano al congresso il capo dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo, il presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, Emma Bonino, Marco Pannella, Rita Bernardini, Benedetto Della Vedova, oltre a giuristi, parlamentari, giornalisti e operatori penitenziari. Per Sergio D’Elia ed Elisabetta Santarutti, segretario e tesoriera dell’associazione, “le parole di papa Francesco contro la pena di morte, di attenzione per i detenuti, per un’amnistia, contenute nel messaggio per la 49esima giornata mondiale della pace, ci giungono come un augurio di buon lavoro rispetto al nostro congresso”.

Amnistia e indulto tra le battaglie dei radicali. Oggi è previsto l’intervento dell’ex presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro, l”ex governatore siciliano uscito dal carcere di Rebibbia qualche giorno fa dopo aver scontato una pena per rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento alla mafia. “Ho il dovere di non scordare – ha detto Cuffaro nei giorni scorsi – chi in questo luogo inumano, il carcere, viene dimenticato e chi perde la vita. Una parte dei proventi del mio ultimo libro andranno al Partito Radicale da sempre al fianco dei detenuti”.

“Non auguro a nessuno quello che ho vissuto io. Spero di andare al congresso di Nessuno tocchi Caino, la prossima settimana, contro la pena di morte; dicono che in Italia non c`è, ma che cos`è quella dei suicidi dietro le sbarre? Non posso esercitare la professione medica in Italia, ma nessuno può impedirmi di curare qualcuno altrove, in forma privata; e con la laurea che sto per prendere in Giurisprudenza forse non potrò fare l`avvocato per via dell`interdizione, ma continuerò a fare assistenza legale come in tutti questi anni di detenzione, scrivendo centinaia di istanze per persone che non possono permettersi un difensore. Compresi i musulmani, con cui abbiamo spesso pregato insieme, anche per le vittime degli ultimi attentati di Parigi”.