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Interrogazione parlamentare presentata dai senatori Marinello, Mancuso, Di Biagio e Compagnone. Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: la Regione Sicilia fin dal 1999, nel ciclo integrato dei rifiuti, risulta essere in larga misura caratterizzata da interventi regolati con procedure emergenziali, ex articolo 5, della legge n. 225 del 1992; la disposizione commissariale n. 164 del 19 dicembre 2011 dell’ufficio del commissario delegato per l’emergenza rifiuti (in forza dei poteri di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 luglio 2010, n. 3887) ha adottato il ‘Programma Generale degli interventi dell’Ufficio del Commissario delegato’, il quale prevede un piano finanziario di ben 200 milioni di euro così ripartiti: a) 94.686.329 euro per il programma per l’incremento del sistema impiantistico, destinato alla frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata; b) 46.276.641,05 euro per il programma per l’incremento della raccolta differenziata; c) 30.000.000 euro per il programma finanziario per interventi sostitutivi; 18.000 euro per il programma adeguamento discariche; e) 9.037.029,95 euro per il programma rifiuti abbandonati; 2.000.000 euro per la struttura di supporto all’ordinanza n. 3887 del 2010;

La disposizione commissariale n. 58107 del 19 dicembre 2011 ha previsto, tra l’altro, che per l’adeguamento delle discariche esistenti alla data della predetta disposizione occorresse operare solo ‘su siti sui quali sia accertata l’assenza di problematiche ambientali rilevanti e quindi si possa escludere la necessità di interventi di bonifica e/o messa in sicurezza permanente (ai sensi del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni)’ ed ancora di ‘limitare interventi che necessitano investimenti su fondi pubblici, prevedendo esclusivamente anticipazioni di capitali’, nei limiti dei previsti 18 milioni di euro, stanziati con la citata disposizione commissariale n. 164 del 19 dicembre 2011;

L’articolo 2 del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 giugno 2013, n. 147), riconoscendo la permanenza di condizioni di emergenza ambientale e la straordinaria necessità e urgenza di evitare il verificarsi di soluzioni di continuità negli interventi, posti in essere nel corso della gestione della medesima emergenza ambientale, in deroga al divieto di proroga o rinnovo di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto-legge n. 59 del 15 maggio 2012 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 100 del 12 luglio 2012, ha disposto che, sino al 31 dicembre 2012, continuassero a produrre effetti, salva diversa previsione del medesimo articolo 2, le disposizioni di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3887 del 9 luglio 2010, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 170 del 23 luglio 2010, limitatamente ad alcuni interventi espressamente indicati, affidando le funzioni del commissario, previsto dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3887, a soggetto nominato dal Presidente della Regione Siciliana;

Il giornale on line ‘livesicilia’, giovedì 10 dicembre 2015, con un articolo a firma del giornalista Claudio Reale dal titolo ‘I soldi della differenziata? Per le discariche’, ha reso di pubblico dominio la notizia che, nel 2013, uno stanziamento di importo pari a quasi 95 milioni di euro, che doveva essere utilizzato per la realizzazione di 15 impianti di compostaggio, sarebbe stato sottratto a tale destinazione, allo scopo di realizzare, invece dei predetti impianti, 3 nuove discariche (Gela, Enna e Messina) e ampliarne una già esistente (Bellolampo), per una spesa complessiva prevista di 102 milioni di euro; in merito alla decisione menzionata, le competenti autorità regionali non risultano aver riferito alla Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, che ha in corso una procedura in capo alla Sicilia; in relazione ad alcuni dei siti di discarica menzionati, secondo notizie di stampa, risultano pendenti procedimenti innanzi alle autorità giudiziarie competenti, a causa dell’inquinamento provocato (Bellolampo, Gela ed Enna);

I componenti della commissione di gara per la realizzazione o l’ampliamento delle citate discariche sono stati nominati dal commissario delegato, per giunta tra soggetti estranei all’amministrazione regionale, fiduciari del Gabinetto dell’assessore all’energia, in tal modo disattendendo l’obbligo di nominare i predetti componenti da parte delle competenti stazioni uniche appaltanti (UREGA), a seguito di sorteggio pubblico, come previsto dall’articolo 9, commi 6 e 15, della legge regionale n. 12 del 2011; con lettera prot. 377/13 del 12 gennaio 2015, indirizzata al Presidente del Consiglio dei ministri, a firma congiunta dei presidenti delle commissioni Ambiente di Senato e Camera, sono state segnalate anomalie nelle procedure adottate per la gestione dell’emergenza rifiuti nella Regione Sicilia; un dossier della sezione provinciale di Agrigento della Confederazione generale italiana del lavoro del 18 febbraio 2015 ha stigmatizzato il fatto che le strutture che gestiscono lo smaltimento in discarica praticano tariffe notevolmente eterogenee e ingiustificate, evidenziando come questo rappresenti un fatto ‘doppiamente grave per le strutture pubbliche: poiché per costruirle sono stati utilizzate risorse pubbliche e perché le tariffe dovrebbero essere più basse non dovendo conseguire profitti. Il Governo della Regione ha il dovere di accendere i riflettori su questo aspetto non marginale eliminando tutte le distorsioni che il sistema accusa’,

Si chiede di sapere: se al Ministro in indirizzo risulti con quale disposizione commissariale, nel 2013, sia stato disposto di non utilizzare lo stanziamento di 94.686.329 di euro, previsto per la realizzazione di 15 impianti di compostaggio, e se sulla stessa sia stato acquisito il parere dei sindaci dei comuni interessati, i quali potrebbero non essere stati informati della volontà di distogliere i fondi, per realizzare i predetti impianti, allo scopo di realizzare 3 nuove discariche e ampliarne una già esistente; se intenda acquisire i provvedimenti del commissario delegato e gli eventuali atti istruttori, in base ai quali, contravvenendo alla disposizione commissariale n. 58107 del 19 dicembre 2011, è stato disposto lo stanziamento di 102 milioni di euro a fondo perduto, e non mediante anticipazioni di capitale, per la realizzazione o l’ampliamento di siti di discarica, in relazione ad alcuni dei quali, per giunta, risultano pendenti procedimenti innanzi alle autorità giudiziarie competenti, a causa dell’inquinamento provocato;

Se risulti che i provvedimenti del commissario delegato siano stati adottati in conformità ai pareri vincolanti dei prefetti competenti per territorio, secondo quanto prevede l’articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge n. 43 del 2013; se risulti che l’individuazione dei Comuni beneficiari dello stanziamento di 102 milioni di euro sia avvenuta mediante procedure trasparenti e in condizioni di parità di trattamento tra tutti i Comuni siciliani, sedi di discarica (ben 15 nel 2013) e, ove ciò non sia avvenuto, se tale circostanza non configuri gli estremi del danno erariale; se risulti che il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata, causato dalla decisione di finanziare la realizzazione di nuove discariche o l’ampliamento di discariche esistenti, invece che la realizzazione di impianti di compostaggio, abbia comportato per i Comuni l’assoggettamento a tariffe più elevate per il conferimento in discarica e se tale circostanza, ove accertata, non configuri gli estremi del danno erariale.

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