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Matteo Messina Denaro

Nuovo colpo al patrimonio riconducibile al clan di Castelvetrano capeggiato dal “super boss” ancora latitante Matteo Messina Denaro. I carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani, nell’ambito dell’operazione Mandamento bis hanno sequestrato beni per 10 milioni agli imprenditori Antonino e Raffaella Spallino, ritenuti prestanomi della cosca. I provvedimenti, richiesti dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo, hanno interessato le province di Trapani, Palermo e Reggio Calabria.

Gli arrestati erano inseriti nella rete di comunicazione e pizzini attraverso cui il boss latitante esercitava il suo controllo in Cosa nostra trapanese. L’attività investigativa, in particolare, ha ricostruito parti significative del circuito di smistamento della corrispondenza del ricercato, evidenziando il ruolo del capo del mandamento di Mazara del Vallo, Vito Gondola, responsabile della raccolta e distribuzione dei bigliettini, nonchèdegli esponenti mafiosi Giovanni Domenico Scimonelli e Pietro Giambalvo, incaricati dell’ulteriore ‘instradamento’ della corrispondenza.

Terra bruciata attorno al boss latitante. L’11 novembre 2015 (operazione “Eden bis”) è scattata, invece, una misura cautelare in carcere nei confronti di 4 affiliati alle famiglie mafiose di Bagheria e Corso dei Mille indagati per rapina e ricettazione aggravate dalle finalita’ mafiose. Il provvedimento ha interessato soggetti coinvolti nella rapina ai danni del deposito della ditta di spedizioni di Campobello di Mazara del 4 novembre del 2013, rientrante nel patrimonio aziendale dell’imprenditore palermitano Cesare Lupo, ritenuto prestanome dei fratelli Graviano. L’indagine, quale prosecuzione dell’attività “Eden 2”, nel 2014, aveva portato all’arresto di 16 indagati e ricondotto la rapina a un generale accordo tra le principali articolazioni di Cosa nostra per la gestione di delitti comuni, pianificati anche per finanziare la latitanza di Messina Denaro. E’ del 3 dicembre 2015 (operazione “Hermes”) il decreto di sequestro beni per 13 milioni di euro nei confronti di Gondola, Scimonelli, Giambalvo e Michele Gucciardi. costituito da numerose societàattive nella distribuzione alimentare e nei settori agricoli.

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