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amnistia e indulto
Il ministro Andrea Orlando ad Agrigento

“La Procura di Palermo ha dato un impulso importante” alle indagini per la cattura del boss latitante Matteo Messina Denaro che “aumenta le probabilita’ di cattura, perche’ si sta lavorando scientificamente allo smantellamento della rete di protezione e delle risorse economiche del boss”. Lo ha detto all’Ansa il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, esprimendo apprezzamento per il sequestro di beni per 10 milioni di euro a prestanome del boss di Castelvetrano. Anche il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, si è detto certo che l’attività investigativa “ci portera’ sicuramente alla cattura del latitante”.

Un duro colpo al patrimonio riconducibile alla famiglia mafiosa di Castelvetrano quello inferto dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani, che questa mattina hanno dato esecuzione al sequestro emesso dal tribunale di Trapani a carico degli imprenditori Antonino e Raffaella Spallino, prestanomi dell’organizzazione capeggiata dal latitante Matteo Messina Denaro. I provvedimenti, richiesti dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo, hanno interessato le province di Trapani, Palermo e Reggio Calabria, colpendo l’ingente patrimonio accumulato dai due imprenditori, per un valore complessivo di 10 milioni di euro. L’intervento odierno scaturisce dalle indagini sulla ricerca di Matteo Messina Denaro, acquisite nell’ambito dell’operazione “Mandamento” che, nel dicembre del 2012, aveva portato all’arresto degli esponenti di vertice del mandamento di Castelvetrano, inseriti a vario titolo nella struttura di supporto economico al latitante, e al sequestro del patrimonio accumulato per un valore complessivo di 16,5 milioni di euro.