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Anche il 2015 è stato un anno da dimenticare ed il problema non è stabilire se ha ragione “ilSole24ore” o “ItaliaOggi”: comunque la mettiamo la nostra provincia non si schioda dall’essere stabilmente tra le ultime 10!

Siamo una terra ricca: di storia, di cultura, di beni artistici ed archeologici, di sottosuolo, di eccellenze agricole ed enogastronomiche, di itinerari e centri storici, di uomini e donne con primarie responsabilità nel Governo Nazionale e Regionale.

Nonostante tutto questo, siamo lì, con un tasso di disoccupazione al 26%!

Abbiamo ribadito unitariamente nella manifestazione del 31 ottobre quali sono (dal nostro punto di vista) le “leve per uno sviluppo possibile” ed indicato proposte ma soprattutto un metodo: quello dell’incontro-alleanza tra il mondo della produzione (lavoratori e datori di lavoro) e quello delle Istituzioni, per ritrovare insieme la via per far uscire la provincia di Agrigento dalla marginalità nella quale è collocata.

Una marginalità che non è solo geografica ma che è economica e culturale.

Questo appello come i precedenti è caduto nel vuoto o, meglio, non ha trovato quella necessaria coralità di consensi che gli consentisse di produrre gli effetti sperati.

Agrigento e la sua provincia continuano a confermarsi come la terra delle “occasioni perdute.

Speravamo davvero che con il 2015 alcuni capitoli di questa “storia infinita” potessero trovare una evoluzione positiva: terme, kainite, turismo, recupero centri storici, restano solo titoli di uno sviluppo possibile, ma Agrigento resta confinata nel suo isolamento, incapace di una reazione, di uno scatto d’orgoglio!

E, invece quale immagine ci porteremo del 2015?

  • quella di quei 13 padri di famiglia, sacrificati sull’altare di una “querelle” tra Comune e Raggruppamento di Imprese ancora senza risposte?
  • quella dei migranti infreddoliti seduti nella scalinata della Posta Centrale difronte ai palazzi di uno Stato che non riesce a dare nessuna risposta?
  • quella dello scoperchiamento di fenomeni corruttivi che hanno avuto come epicentro la Agenzia delle entrate e che hanno chiamato in causa il gotha della imprenditoria agrigentina?
  • quella di un CUPA che – a dispetto di tutti gli impegni assunti – rischia di chiudere la sua esperienza?

Certo, nel 2015, ci sono stati anche i fatti positivi.

Ma se uno li cerca nella propria memoria trova davvero poche cose: tra queste vi è sicuramente la nomina a cardinale di Mons. Franco Montenegro; qualche importante azione della magistratura, cui va il nostro convinto sostegno; una prima risposta ad Ignazio Cutròed al suo coraggio.

Ma non basta! Ai Giovani che sono qui e che poi sono i nostri figli, i nostri nipoti, i lavoratori di domani non possiamo dire che l’unica via possibile è quella dell’emigrazione!

Per questo ci auguriamo che il 2016sia l’anno in cui si comincino a dare le risposte che servon, che sono attese dai Lavoratori e dai pensionati di questa provincia.

Risposte che devono venire dal Governo nazionale e dal Governo della Regione, ma che richiedono anche un diverso approccio dei “governi locali”.

Nel 2016 serve che questa provincia sciolga alcuni nodi che sono rimasti identici a quelli dell’anno scorso e dica a sé stessa:

  • se crede davvero che attorno ai suoi beni archeologici, storici e culturali possa crescere e rafforzarsi una nuova economia e che questo comporta una serie coerente di scelte (dai centri storici alle infrastrutture, dalla pulizia delle città alla cura del suo litorale, dai servizi alle politiche culturalial convinto “NO” ad ogni ipotesi che contrasta con questa prospettiva come ad esempio, la trivellazione del nostro mare);
  • se, in questo quadro, le Terme potranno o no diventare un formidabile volano per lo sviluppo di Sciacca o restare come un traghetto alla deriva;
  • come difendere i siti produttivi esistenti, valorizzare le “eccellenze” sostenere concretamente il già debole apparato produttivo artigianale e commerciale attraverso un ruolo diverso del credito e del sostegno regionale all’economia;
  • se per i precari si troveranno risposte credibili che vadano al di là della semplice proroga annuale; se per i tanti che dipendono dal bilancio della Regione (Forestali, Esa, Consorzi di Bonifica, Formazione professionale ecc…) possa finire l’era delle processioni e delle preghiere e si possa procedere a riforme vere che tendono a dare sicurezza ed ordine ai singoli comparti;
  • se la “questione rigassificatore” debba intendersi chiusa e se il “progetto Kainite” è ancora una ipotesi in campo;
  • Cosa dobbiamo fare delle “aree industriali” ex ASI e come pensare ad uno sviluppo del manifatturiero che sia compatibile con l’ambiente;
  • Se, in attesa di interventi legislativi attesi da tempo, acqua e rifutidevono continuare a pesare così tanto sulla tasche dei cittadini o se è possibile avviare percorsi diversi che portino ad una rivisitazione della struttura dei costi, delle diseconomie e a modifiche dei comportamenti anche dei cittadini/utenti;
  • C’è poi tutto il terreno delle “politiche sociali” : da quali politiche sanitarie che puntino sul serio all’integrazione Ospedale/Territorio, alle politiche per gli Anziani a quelle per i “diversamente abili” a quelle relative all’accoglienza dei migranti…. E l’elenco potrebbe continuare!

Troppe domande attendono da anni una rsiposta.

Ma questa provincia non può e non deve solo attendere, deve organizzare le lotte per pretendere le risposte da chi queste risposte deve dare.

 

Per parte nostra nel 2016, la CGIL , auspicabilmente con CISL e UIL:

  • “intende rilanciare con forza la “vertenza pensioni”: occorre cambiare l’attuale legge sulle pensioni per dare lavoro ai giovani; occorre assicurare pensioni dignitose per i giovani e per i lavoratori precari e disoccupati (se non ci pensiamo adesso l’Italia di domani sarà popolata da milioni di poveri!); occorre riconoscere il lavoro di cura e la diversità dei lavoro; occorre tutelare le pensioni in essere e rafforzare la “previdenza complementare”.
  • Rivendicare “una “CARTA DEI DIRITTI INIVERSALI DEL LAVORO”: dal 18 gennaio al 19 marzo, anche ad Agrigento, presenteremo in ogni posto di lavoro ed in ogni territorio le nostre proposte per un “nuovo Statuto dei Lavoratori” che trasformeremo in disegno di legge di iniziativa popolare;
  • “continuare la mobilitazione unitaria del 31”: sulle tante questioni che tormentano la nostra provincia dobbiamo continuare ad incalzare il Governo della Regioneedobbiamo continuare la battaglia unitaria;
  • Dobbiamo riorganizzare le nostre “Camere del Lavoro” questo, per noi, significa allargare la partecipazione e la democrazia; ri-costruire le nostre “Camere del Lavoro” nel territorio; rilanciare la vertenzialità sociale e territoriale.

 

Per Noi il 2016, come ogni anno, comincia da Sciacca, per rendere l’onore che merita ad ACCURSIO MIRAGLIA assassinato dalla mafia il 4.1.1947 e per ribadire che la prima “pre-condizione” allo sviluppo è liberarsi dai poteri criminali e mafiosi che ancora tanto ruolo hanno nella nostra vita economica e sociale e per esprimere la nostra vicinanza a quanti in questa battaglia sono impegnati coraggiosamente e ogni giorno.

A tutti loro, a tutti i nostri interlocutori sindacali e politici, agli operatori dell’informazione, alle Associazionireligiose e laiche, ma soprattutto alle Lavoratrici ed ai Lavoratori di tutti i settori produttivi, ai precari, ai disoccupati, ai giovani, ai migranti e agli emigrati, agli studenti che hanno messo in campo tante iniziative di resistenza,giunga l’augurio sincero ed affettuoso della Segreteria Provinciale della CGIL per un 2016 migliore, affinché sia davvero l’anno delle risposte!

Massimo Raso

Segretario Cgil Agrigento

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