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Leonardo Rizzuto, figlio di Vito, ritenuto al vertice della mafia italo-canadese Ph: The Gazette

E’ stato un fine anno abbastanza movimentato per il clan Rizzuto in Canada, che sarebbe ancora vivo e vegeto nonostante la morte del “padrino” Vito Rizzuto, originario di Cattolica Eraclea, uscito dal carcere dopo che gli avevano già ucciso il figlio, il padre e un po’ di amici e gregari. Tra ottobre e dicembre “l’inferno” a Montreal. Quarantotto arresti, in manette anche Leonardo Rizzuto, figlio di Vito: pronto a seguire le orme del padre? Poi gli attacchi a diversi bar e locali italiani. E anche scomparse e morti sospette al vaglio degli investigatori. Tra gli esperti, in Canada, c’è chi parla dell’ultimo respiro del clan Rizzuto e c’è anche chi non esclude la “rinascita”. Non è chiaro se questa nuova generazione dei Rizzuto manterrà ancora i rapporti con l’Italia, mai interrotti da Nick e Vito Rizzuto, documentati dalle inchieste Brooklyn e Orso Bruno della Dia in Italia così come dall’operazione Colosseo delle Giubbe Rosse in Canada.

Intanto, secondo quanto emerge dalle ultime indagini era in corso la “rifondazione” del consorzio tra mafia italo-canadese di origine siciliana, bande di strada di origine africana, i motociclisti degli Hall Angels. Tutto, o quasi, come prima. Anche se adesso i conti non tornano come prima. Arresti e attentanti intralciano gli affari, l’organizzazione non sembra più quella holding internazionale del crimine che agiva in mezzo mondo, dal Canada alla Sicilia, dal Venezuela a Hong Kong. Cos’è successo negli ultimi mesi del 2015? Prima una maxi retata antimafia che ha portato in cella Leonardo Rizzuto e il suo avvocato Loris Cavaliere insieme ad altre 46 persone. Poi una serie di attacchi a bar vicini all’organizzazione italo-canadese alleata con bande straniere. Nel frattempo una nuova guerra tra clan che non accenna a placarsi.

Leonardo Rizzut il giorno dell'arresto. Ph: LaPresse
Leonardo Rizzuto arrestato. Ph: LaPresse

La retata a Montreal è scattata il 19 novembre scorso. Per la polizia del Quebec sono stati presi “tre dei più grandi pesci nel mare” delle organizzazioni criminali: la mafia, gli Hells Angels e una coalizione di bande di strada. I tre presunti referenti hanno un pedigree di tutto rispetto. Leonardo Rizzuto, avvocato, 46 ​​anni, l’unico figlio vivente di Vito, che si è sempre detto fuori dagli affari del padre. Stefano Sollecito, figlio di Rocco, uno dei leader della vecchia mafia pronto a uscire dal carcere. Gregory Woolley, 43, un tempo braccio destro dell’ex capo degli Hells Angels – Maurice Boucher – è stato nominato come la figura unificante tra bande di strada e più alti gruppi criminali. Salvatore Cazzetta, 60, ora uno dei principali “leader” degli Hells Angels. Quarantotto persone arrestate e 1,2 milioni in contanti sequstrati, sette chili di cocaina, 41 armi e una moto Harley Davidson dopo tre anni di indagini.

Così a Montreal, secondo gli inquirenti, si sta per riempire il vuoto dopo la morte di Vito Rizzuto, che regnò come il “padrino” più potente e influente che il Canada abbia mai visto. “La mafia di Montreal – ha detto Pierre de Champlain, un ex analista RCMP e autore del National Post – non è più quello di una volta. E’ chiaro che a Montreal la mafia non ha ancora trovato il suo leader che abbia il consenso di tutti, come ha fatto Vito. Ai vecchi tempi, la mafia non si è seduto come eguali. La mafia si sedette a capotavola e invitò gli altri a unirsi. La mafia non si siede con le altre organizzazioni criminali, come motociclisti o altri. La mafia controlla”.

Bomba molotov l'Empire Café. Ph: LaPresse
Bomba molotov l’Empire Café. Ph: LaPresse

Prima e dopo gli arresti le molotov lanciate contro diversi locali italiani, da considerare importanti per le dinamiche interne alla mafia gli attentati contro due bar italiani del Jean-Talon a Montrèal. Un messaggio chiaro al “tavolo” della mafia indebolita dalle recenti operazioni di polizia e da una mancanza di leadership, secondo gli investigatori canadesi convinti che “il colpo viene da dentro“. Alcuni mafiosi un tempo alleati dei Rizzuto già si sarebbero riposizionati agendo per conto proprio. I due edifici presi di mira dalla molotov intimidatorie sono collegati ai capi della mafia siciliana di Montreal e alla famiglia dell’ex padrino Vito Rizzuto. Il figlio di Vito Rizzuto, Leonardo, sarebbe il “presidente” di una delle due società. Un’altra società presa di mira è di proprietà di Vito Salvaggio, che dirige anche la società immobiliare proprietaria del palazzo. Fino al 2013, il cognato di Nick Rizzuto Jr., Pat Ragusa, è stato segretario della società gestendo l’altra “istituzione” colpita con una bomba molotov l’Empire Café.

Nick e Vito Rizzuto
Nick e Vito Rizzuto

L’edificio in cui è situato l’impianto ospita anche una filiale della Bank of Montreal. Preso di mira con una molotov anche lo studio dell’avvocato storico dei Rizzuto, Loris Cavaliere, finito agli arresti (ma già scarcerato su cauzione) poiché ritenuto il “facilitatore” della nuova allenza criminale alla quale avrebbe messo a disposizione il suo studio. Estinzione o rinascita del clan Rizzuto? Secondo l’ex analista RCMP Pierre de Champlain, “stiamo probabilmente assistendo gli ultimi respiri del clan Rizzuto di Montreal. La mafia raramente è stata così destabilizzata come ora”.